Benjamin Netanyahu ha acceso una candela commemorativa nell’ufficio del primo ministro a Gerusalemme nel terzo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Il premier israeliano ha ricordato le vittime e ribadito l’impegno a perseguire i responsabili del massacro. In diverse località del Paese si sono svolte cerimonie, accompagnate anche da proteste contro il governo sulle responsabilità politiche e di sicurezza precedenti all’assalto.
“Oggi ho acceso una candela commemorativa presso l’Ufficio del primo ministro a Gerusalemme, in memoria di tutte le vittime del 7 ottobre, uccise dai mostri di Hamas”, ha dichiarato Netanyahu in una nota del suo ufficio. “Il popolo si unisce in questo giorno nel ricordo e nella nostalgia per i nostri cari. Porteremo a termine la missione: siamo venuti e faremo i conti con tutti gli assassini”, ha aggiunto.
Le commemorazioni e le proteste in Israele
Le cerimonie hanno coinvolto anzitutto le comunità più duramente colpite dall’attacco. A Kfar Aza, vicino al confine con Gaza, i residenti e i familiari delle vittime si sono riuniti in silenzio per ricordare le persone uccise e quelle rapite. Altre commemorazioni si sono tenute nel luogo del Nova Music Festival, vicino al kibbutz Re’im, diventato uno dei simboli della strage.
Questo è il primo anniversario celebrato da quando tutti gli ostaggi sequestrati durante l’assalto hanno lasciato Gaza, vivi o morti. Il ricordo delle persone rapite resta centrale nella memoria collettiva israeliana.
Le manifestazioni contro il governo Netanyahu si sono svolte a Gerusalemme e in altre città. I manifestanti e i familiari delle vittime hanno nuovamente posto il tema delle responsabilità politiche e delle carenze nella sicurezza che precedettero l’attacco.
Le operazioni israeliane e il bilancio della guerra a Gaza
I miliziani guidati da Hamas entrarono nel sud di Israele il 7 ottobre 2023, uccidendo circa 1.200 persone e prendendone in ostaggio 251. L’assalto diede inizio alla guerra che negli anni successivi ha devastato la Striscia di Gaza e trasformato profondamente gli equilibri dell’intera regione.
La promessa di Netanyahu di portare a termine la missione accompagna le operazioni proseguite anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025. Negli ultimi mesi l’esercito israeliano ha intensificato gli interventi mirati contro uomini indicati come partecipanti all’attacco, sequestratori degli ostaggi e comandanti delle organizzazioni armate palestinesi. Per il governo israeliano, la missione avviata dopo l’assalto non è ancora conclusa.
Gaza resta devastata dalla guerra. Il bilancio palestinese del conflitto ha superato le 74mila vittime, secondo le autorità sanitarie della Striscia, e gran parte della popolazione è stata sfollata. Gli episodi di violenza e i raid israeliani sono proseguiti nonostante il cessate il fuoco.
