La Francia ha convocato mercoledì 7 ottobre l’ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran per contestare una “campagna di disinformazione” sulle proteste studentesche in corso nel Paese. Lo ha reso noto Pascal Confavreux, portavoce del Quai d’Orsay, spiegando che Parigi ha denunciato il carattere “assolutamente inammissibile” dei “contenuti falsi” diffusi online da account ufficiali del ministero degli Esteri iraniano.
La mossa arriva all’indomani della convocazione a Teheran dell’ambasciatore francese, chiamato dalle autorità iraniane per protestare contro la gestione delle manifestazioni e l’operato delle forze dell’ordine. “Queste provocazioni indegne devono cessare”, ha dichiarato Confavreux.
Parigi contesta la narrazione di Teheran
Secondo il portavoce del Quai d’Orsay, durante l’incontro con il rappresentante iraniano la Francia ha respinto le accuse di Teheran e contestato la diffusione attraverso canali istituzionali di contenuti ritenuti falsi o fuorvianti sulle proteste degli studenti.
Lo scontro diplomatico si è quindi sviluppato nel giro di poche ore: prima la convocazione dell’ambasciatore francese da parte dell’Iran, poi la risposta di Parigi con una formale protesta nei confronti del rappresentante iraniano.
Al centro della disputa c’è soprattutto la rappresentazione della mobilitazione che da giorni interessa la Francia e della condotta delle forze dell’ordine. Le proteste hanno coinvolto migliaia di studenti e sono state accompagnate da tensioni e scontri in diverse città.
Le proteste diventano un caso diplomatico
La presa di posizione iraniana ha trasformato così una crisi interna francese anche in un terreno di confronto internazionale. Parigi accusa Teheran di utilizzare immagini e informazioni sulle manifestazioni per costruire una narrazione distorta della situazione nel Paese.
Il governo francese si trova contemporaneamente ad affrontare le rivendicazioni degli studenti. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha riconosciuto che “la rabbia dei giovani non nasce dal nulla” e ha annunciato nuove misure entro la fine di ottobre, mentre per giovedì 8 ottobre è prevista un’altra giornata di mobilitazione.
Il confronto con l’Iran apre però un fronte distinto: quello della circolazione online di contenuti attribuiti direttamente alle istituzioni di Teheran, che il governo francese considera una forma di disinformazione e sulla quale ha deciso di intervenire attraverso i canali diplomatici.
