Le forze di sicurezza hanno impiegato circa 2.000 agenti nelle scorse ore in Germania, Belgio, Paesi Bassi e Bulgaria per fermare una rete europea riconducibile agli Hells Angels. Diverse persone sono state arrestate nel corso degli interventi. L’operazione, tra le più vaste mai condotte contro il gruppo di motociclisti, riguarda una presunta rete di riciclaggio attraverso la quale sarebbero stati riutilizzati i proventi di attività criminali.
Gli inquirenti hanno eseguito più di una dozzina di mandati di arresto nei confronti di membri di spicco del gruppo. Le indagini hanno coinvolto complessivamente oltre 70 persone, con interventi in diversi Paesi europei e in più Länder tedeschi.
Le accuse sulla rete europea di riciclaggio
Secondo gli inquirenti, gli Hells Angels avrebbero gestito insieme ad altri sospettati una rete ramificata, attiva in tutta Europa. Al centro dell’inchiesta ci sono i proventi derivanti dal traffico di droga e di armi, dalle estorsioni e dalle attività legate alla prostituzione. Le somme interessate dal presunto riciclaggio sarebbero nell’ordine di alcuni milioni di euro.
L’accusa riguarda dunque il riutilizzo del denaro proveniente da queste attività attraverso una struttura europea. Accanto ai membri del gruppo di motociclisti, gli accertamenti hanno interessato altri sospettati che, secondo gli investigatori, avrebbero partecipato alla gestione della rete.
Il ministro dell’Interno della Renania Settentrionale-Vestfalia, Herbert Reul, ha confermato l’operazione e ha riferito il sequestro di svariati milioni di euro. Nel commentare gli interventi, il ministro ha posto l’attenzione sul denaro delle organizzazioni criminali e sull’azione delle forze di sicurezza nei diversi Paesi coinvolti.
“È il colpo più duro inferto alla criminalità organizzata negli ultimi anni. Migliaia di agenti impiegati, coinvolgimento di diversi Paesi e sequestro di svariati milioni di euro. Chi vuole colpire la criminalità organizzata deve puntare al denaro. Perché il denaro è il loro motore e, al contempo, il loro tallone d’Achille”, ha dichiarato Reul. Il ministro ha poi aggiunto: “Continueremo a tenere alta la guardia”
La sparatoria di Duisburg e le perquisizioni
L’inchiesta avrebbe preso avvio da una sparatoria avvenuta nel maggio 2022 nel centro di Duisburg, secondo quanto trapelato. In quell’occasione, membri di bande di motociclisti e criminali appartenenti a clan turco-libanesi si erano affrontati a colpi di arma da fuoco.
A quello scontro sarebbe seguita una fitta serie di indagini, culminata negli interventi delle ultime ore. Il precedente di Duisburg risale dunque al maggio 2022, mentre l’operazione appena condotta ha interessato la presunta rete di riciclaggio su scala europea.
La polizia ha concentrato gli interventi soprattutto nella Renania Settentrionale-Vestfalia, in particolare nelle città di Duisburg e Oberhausen. L’azione non si è limitata a questa regione: gli inquirenti sono intervenuti parallelamente anche in altri Länder tedeschi e negli altri Paesi europei coinvolti. I reparti speciali hanno perquisito a Duisburg e Oberhausen oltre 100 tra abitazioni e locali commerciali.
