La missione militare della coalizione internazionale anti-Isis in Iraq si è chiusa ufficialmente il 30 settembre, dopo dodici anni, con il ritiro delle forze e delle attrezzature statunitensi dalla base aerea di Erbil, nel Kurdistan iracheno. La partenza ha completato un processo avviato da tempo e concordato con Baghdad. La missione della task force contro il gruppo jihadista continuerà però dalla Giordania, con operazioni in Siria.
Il Pentagono ha annunciato il completamento del ritiro. Sean Parnell, portavoce del Dipartimento della Difesa statunitense, ha definito la partenza da Erbil la conclusione della missione militare che ha sconfitto lo Stato Islamico in Iraq. Termina così la missione in Iraq di Operation Inherent Resolve, cominciata nel 2014 in risposta all’avanzata dell’Isis tra Iraq e Siria.
La riconquista dei territori e il cambio della missione
Il Comando centrale americano aveva istituito nel 2014 la Combined Joint Task Force – Operation Inherent Resolve per sostenere le forze locali nella lotta contro l’Isis. Il cosiddetto Califfato controllava allora vaste aree dell’Iraq settentrionale e della Siria, rappresentando una minaccia diretta anche per Baghdad.
Le forze irachene, sostenute dalla coalizione internazionale, hanno progressivamente riconquistato i territori occupati. La sconfitta territoriale dell’Isis in Iraq è arrivata nel 2017; in Siria, invece, l’ultima porzione di territorio controllata dal gruppo è caduta nel 2019.
La perdita dei territori non ha cancellato la minaccia jihadista. L’Isis ha continuato negli anni successivi ad agire attraverso cellule e attacchi, senza recuperare la capacità di controllo territoriale raggiunta nella fase di massima espansione. Anche la presenza americana in Iraq è cambiata progressivamente: dalle operazioni di combattimento è passata soprattutto all’addestramento e all’assistenza, oltre che al supporto delle forze di sicurezza irachene.
Le operazioni dalla Giordania e il rapporto con Baghdad
Il ritiro da Erbil non conclude la presenza militare americana nella regione né la campagna internazionale contro l’Isis. Il quartier generale della forza operativa è stato trasferito in Giordania: da lì continueranno le attività contro il gruppo in Siria, insieme ai partner della coalizione e alle forze siriane.
Il piano concordato tra Washington e Baghdad prevede il passaggio dalla missione multilaterale a un rapporto bilaterale di sicurezza. Gli Stati Uniti continueranno a fornire addestramento mirato e supporto di intelligence alle forze irachene, mentre la responsabilità principale della sicurezza del Paese passerà alle autorità di Baghdad.
Il Comando centrale americano aveva già certificato nel novembre 2025 la capacità delle forze irachene di gestire autonomamente il processo necessario a condurre attacchi contro obiettivi dell’Isis. L’Iraq assume ora direttamente la responsabilità primaria della propria sicurezza contro il gruppo jihadista.
La stabilità del Paese resta una questione aperta in un Medio Oriente attraversato dalle tensioni con l’Iran e dalla presenza di potenti milizie filo-Teheran, un nodo anche dopo la partenza delle ultime forze della coalizione da Erbil.
