La bolletta della luce per circa 3 milioni di clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela in Italia aumenterà del 37,3% nel quarto trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente. L’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha indicato come causa l’incremento dei costi di acquisto dell’elettricità.
La spesa dell’utente tipo vulnerabile, nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, si attesterà a 665,38 euro: il 9,3% in più rispetto ai 608,72 euro dell’anno precedente.
Il prezzo di riferimento e i costi con le nuove tariffe elettriche vulnerabili
La tariffa elettrica di riferimento sarà di 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse, dal 1° ottobre 2026. L’adeguamento riflette le attese di crescita del prezzo all’ingrosso, il PUN, nel prossimo trimestre e i valori registrati nel terzo trimestre, superiori a quelli stimabili a giugno.
Per Arera pesa l’instabilità geopolitica internazionale, che incide sulle materie prime energetiche e soprattutto sul gas naturale, al quale i prezzi all’ingrosso dell’elettricità restano strettamente legati. I costi di dispacciamento e del mercato della capacità sono l’unica voce in diminuzione, con un calo del 2,2%: i mesi autunnali presentano meno criticità per l’adeguatezza del sistema elettrico rispetto a estate e inverno. Gli oneri generali di sistema restano invariati.
Eni propone lo sconto tramite Plenitude
Eni mette a disposizione, attraverso Plenitude, uno sconto del 30% sui corrispettivi luce e gas rispetto alla propria principale offerta a prezzo fisso, con prezzo bloccato per due anni. La proposta si potrà sottoscrivere dal 1° ottobre al 24 ottobre.
Il gruppo quantifica il risparmio in circa 100 euro annui per il contratto gas e altrettanti per quello elettrico, per un totale di circa 200 euro. I prezzi della materia prima resteranno invariati: Eni precisa che si farà carico dei recenti aumenti dei costi di approvvigionamento.
L’iniziativa rientra in Eni per l’Italia e segue il tetto ai prezzi di gasolio e benzina. È aperta sia ai nuovi clienti sia a quelli già acquisiti, che potranno cambiare gratuitamente l’offerta attraverso qualsiasi canale Plenitude, dai negozi al servizio telefonico e al sito. La società, che commercializza gas ed elettricità per famiglie e imprese, «valuterà eventuali successive misure a supporto dei consumatori in funzione dell’evoluzione degli scenari di mercato».
Le proposte a prezzo fisso di Enel e A2A
Enel rivendica per l’offerta biennale Digital luce una componente energia di 108 euro/MWh, circa il 50% sotto il prezzo all’ingrosso. La società la definisce la più bassa sul mercato nazionale tra gli operatori primari, anche considerando le proposte dei concorrenti. Per una famiglia con consumi di 2 MWh annui, Enel indica un risparmio di 200 euro l’anno rispetto all’ingrosso. L’offerta è disponibile sul suo sito da aprile 2026.
A2A propone invece un prezzo fisso per 10 anni, attraverso Noi2 di A2A Energia e 10 di NeN. Le offerte, basate sul portafoglio di impianti rinnovabili del gruppo, sono disponibili dal 2023, in risposta alla crisi energetica del 2022 che, secondo la società, si è ripresentata negli ultimi mesi.
A2A indica prezzi inferiori di circa il 50% agli attuali livelli medi all’ingrosso e 135.000 famiglie aderenti, che hanno ottenuto risparmi significativi. Una soluzione simile è proposta anche alle piccole e medie imprese da marzo 2026.
Le stime annualizzate delle associazioni
Il Codacons calcola una spesa elettrica di 868,6 euro annui ipotizzando prezzi costanti e consumi di 2.000 kWh. L’aggravio rispetto alle tariffe del terzo trimestre è di 236 euro su base annua, importo indicato anche dall’Unione Nazionale Consumatori. Aggiungendo 1.581 euro per il gas, il Codacons stima un totale energetico di 2.449,6 euro.
L’Unione Nazionale Consumatori considera un cliente con gli stessi consumi elettrici e una potenza impegnata di 3 kW: la sua stima per i prossimi dodici mesi è di 869 euro per la luce e di 2.450 euro complessivi, includendo una fornitura gas da 1.100 metri cubi.
Marco Vignola, vicepresidente dell’associazione, definisce quello annunciato il quarto prezzo più alto di sempre, inferiore soltanto ai livelli del quarto trimestre 2022, segnato dal record legato alla guerra in Ucraina, e del primo trimestre 2023 e 2022. Per Vignola le famiglie rischiano una «Caporetto», considerando anche i rialzi attesi del gas e dei prezzi al consumo.
Le richieste al governo prima dell’accensione dei riscaldamenti
Per Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, i vulnerabili pagano tariffe superiori sia a quelle del Servizio a tutele graduali sia alle offerte del mercato libero. L’associazione chiede una legge che garantisca a questi utenti prezzi sempre inferiori al libero mercato e strumenti adeguati per Arera. In caso contrario, prevede il passaggio in massa dei clienti e la scomparsa della Maggior Tutela. Auspica inoltre iniziative analoghe a quelle di Eni ed Enel da altri operatori, oppure un intervento legislativo sulla formazione del prezzo dell’energia.
Antonio Tanza, presidente di Adusbef, avverte del rischio di un’altra crisi energetica: ai rincari elettrici nel mercato libero e tutelato si aggiunge la salita del gas legata alle tensioni in Medio Oriente. Secondo Tanza, gli sconti degli operatori non bastano e servono misure del governo.
L’allarme arriva a ridosso della stagione termica: dal 15 ottobre potranno essere accesi i riscaldamenti in alcune zone d’Italia, comprese Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia, Bergamo e Trieste.
