L’autopsia sui resti di Fabio Colapietro, il 39enne ucciso e fatto a pezzi nell’appartamento di via Gulli, a Torino, è prevista per venerdì. L’esame dovrà stabilire la causa del decesso. Cristian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, indagato per la morte dell’uomo, ha confessato al gip di averlo ucciso, precisando però di aver agito «involontariamente».
L’inchiesta è coordinata dalla pm Lea Lamonaca. Oltre a De Oliveira Morando, sono indagati per favoreggiamento e concorso in occultamento di cadavere la professoressa Nicole Formichetti, 47 anni, che abitava nell’alloggio, e Keith Simon Domingo Butig, 22 anni.
La festa e la lite per il braccialetto
L’omicidio sarebbe avvenuto durante una festa iniziata il 20 settembre a casa della professoressa. Wilmer Perga, legale del 26enne, ha raccontato che, dopo l’arrivo di Colapietro, i presenti «hanno cominciato a consumare ogni tipo di sostanza, il giorno e la notte», per «due notti». Il legale ha descritto la vittima come il galoppino «di uno spacciatore».
Il giorno seguente, al risveglio, De Oliveira Morando avrebbe scoperto il presunto furto di un braccialetto d’oro da parte di Colapietro. Da questo sarebbe nata «una lite in cui tutti si sono picchiati», secondo il racconto di Perga, durante la quale il 39enne avrebbe perso la vita. Agli investigatori il giovane aveva sostenuto di aver stretto la vittima al collo fino a farle perdere conoscenza.
Il cadavere sezionato e le accuse alla professoressa
Secondo il racconto di De Oliveira Morando, il corpo era stato poi spostato nella vasca da bagno e sezionato. I resti erano stati sistemati in sacchi e secchi, alcuni ricoperti con cemento a presa rapida.
L’idea di sezionare il cadavere per disfarsene sarebbe stata di Formichetti: è l’ipotesi che emerge dalle intercettazioni ambientali tra gli indagati. Anche De Oliveira Morando ha attribuito alla donna la direzione delle azioni successive all’uccisione, accusandola di aver guidato gli altri.
«È stata lei a manovrare le azioni di tutti dopo che era stato ucciso, la mente che puntava a tornare a una vita normale», ha detto il 26enne a proposito di Nicole Formichetti. «La direzione dell’attività svolta era sotto il controllo della professoressa che chiamavamo Satana».
