Il debutto cinematografico di Tony Pitony prende forma sotto la guida di Volfango De Biasi. Accanto al protagonista, un cast che pesca nella comicità: Massimo Ceccherini e Beatrice Arnera in prima fila. L’obiettivo dichiarato è portare sul grande schermo il suo registro più irriverente, senza smussarne gli spigoli.
La direzione di De Biasi si intreccia con interpreti dal tono spiccatamente comico, una combinazione che prova a trasferire l’energia del personaggio nella dimensione del cinema. Non solo volti, ma un’impostazione precisa: ritmo, sarcasmo, sferzate. E, soprattutto, la promessa di un protagonista al centro della scena.
Tony Pitony cinema con Ceccherini tra trama e riferimenti distopici
La storia si colloca in un mondo distopico dove “tutto” finisce fuori legge. Da qui la domanda di apertura della sinossi: «Chi ha ucciso l’uomo Pitony?». La risposta prende la forma di un’origine: nasce un supereroe atipico, che rinasce dietro la maschera del “Re del rock”.
Eppure quella metamorfosi non chiude il conflitto tra persona e personaggio; anzi, lo amplifica, fino a divorare il Pitony reale. Al tempo stesso, il progetto accosta il racconto da eroe mascherato a un ritratto contemporaneo e scorretto di Dorian Gray, con rimandi a Venom dell’universo di Spider-Man e a Pirandello, evocato anche per la sua radice siciliana.
La sinossi imbastisce una genealogia immaginaria: “Fu Orfeo, quindi Vivaldi, Mozart, Bowie, Axl Rose e infine… Tony Pitony”. È una linea che salda mito, classica e rock per spiegare l’icona che il film vuole mettere a fuoco. Infine, il nuovo progetto arriva dopo il successo del brano “donne ricche”. Con questa pellicola, Pitony punta a intercettare anche il pubblico delle sale.
