Il cantante John Anderson, originario di Apopka, in Florida, è morto a 71 anni. La famiglia ne ha annunciato la scomparsa mercoledì sui suoi profili social, senza fornire dettagli né indicare la causa del decesso.
La sua voce acuta e struggente, in successi come “Swingin”, “Wild and Blue” e “Black Sheep”, aveva contribuito a portarlo nella Country Music Hall of Fame, nella quale era stato eletto nel 2024.
“Per il mondo, era un cantante di musica country di talento, la cui voce e le cui canzoni hanno toccato innumerevoli vite”, ha scritto la famiglia. “Per noi, era molto di più. Era il cuore della nostra famiglia, colui che ci faceva ridere, ci amava intensamente e rendeva speciale ogni momento ordinario”.
Da Apopka ai successi discografici
John Anderson si era trasferito a Nashville dopo il diploma di scuola superiore. Prima di affermarsi nella musica aveva svolto diversi lavori saltuari, partecipando anche alla costruzione del tetto della nuova Grand Ole Opry House. Il successo commerciale era arrivato nel 1977 con “I’ve Got a Feelin’ (Somebody’s Been Stealin’)”.
Insieme ad altri artisti come George Strait e Ricky Skaggs, veniva spesso annoverato tra i nuovi tradizionalisti della musica country. Aveva la capacità di modulare le note come George Jones, Merle Haggard e altri interpreti. Tra le sue canzoni più note figuravano anche “Straight Tequila Night”, “Seminole Wind” e “I Wish I Could Have Been There”.
Tra i riconoscimenti ottenuti durante la sua attività figuravano due premi della Country Music Association: quello per il singolo dell’anno nel 1983 con “Swingin” e quello per l’album dell’anno nel 1994, come uno degli interpreti di “Common Thread”, il disco tributo agli Eagles. Per quell’album Anderson aveva interpretato “Heartache Tonight”.
