Giuseppe Conte chiude Nova 2026 con un appello a una svolta politica e con parole molto dure nei confronti dell’attuale governo. Nel suo intervento conclusivo alla kermesse del Movimento 5 Stelle, in corso a Milano, il leader pentastellato ha sostenuto che sia arrivato il momento di «una politica radicalmente e autenticamente progressista», invitando i suoi sostenitori a non accettare la rassegnazione e a partecipare alle decisioni che riguardano il Paese.
Conte: «Siamo sull’orlo del precipizio»
Nel suo discorso, Conte ha sottolineato la necessità di affrontare le sfide del presente senza rassegnarsi all’idea che le decisioni vengano prese lontano dai cittadini. «Avete chiuso la porta in faccia alla rassegnazione. Non vi rassegnate al fatto che le decisioni vengano prese nelle segrete stanze», ha detto rivolgendosi ai partecipanti a Nova.
Il presidente del M5S ha poi richiamato l’attenzione sulla situazione internazionale, definendo particolarmente delicato il momento attuale. «Siate consapevoli delle sfide cruciali che sta vivendo il nostro tempo. Siamo sull’orlo del precipizio, l’ordine internazionale si è sfilacciato», ha affermato.
L’appello di Conte contro l’astensione
Da qui l’invito a non lasciarsi convincere da chi sostiene che partecipare alla politica non serva. «Dobbiamo dire che non ci stiamo», ha aggiunto Conte, chiedendo di diffidare di chi invita a restare indifferenti o a non partecipare al voto sostenendo che tutte le forze politiche siano equivalenti.
«Diffidate da chi vi vuole indifferenti e dice “state a casa, astenetevi, tanto è tutto uguale”. No. Non siamo tutti uguali e questo è il tempo delle sfide decisive. Delle scelte risolutive», ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle.
L’attacco a Palazzo Chigi
Conte ha poi rivolto un attacco diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, partendo da una sua precedente affermazione. «La premier Giorgia Meloni ha detto una cosa: “occhio a chi nel mondo non ama l’Italia”. Vi do una notizia, chi non ama l’Italia è Palazzo Chigi», ha detto durante il suo intervento. Secondo il leader del M5S, i quattro anni di governo hanno già mostrato la direzione verso cui l’esecutivo intende portare il Paese. Conte ha quindi contestato alcune delle principali riforme e posizioni attribuite alla maggioranza.
Dal premierato alla magistratura
Conte ha sostenuto che nel governo ci sia chi afferma di voler rafforzare la democrazia, ma allo stesso tempo punta al premierato, che secondo il leader pentastellato avrebbe l’effetto di concentrare il potere nelle mani di una sola persona. Il presidente del M5S ha inoltre criticato le posizioni sulla giustizia. «C’è chi dice di ispirarsi a Borsellino, di volere una giustizia equa, invece vuole la magistratura sotto il tacco della politica», ha affermato.
Le accuse sulla sicurezza e sulla meritocrazia
Nel suo intervento Conte ha rivolto critiche anche alle politiche sulla sicurezza e alla gestione degli incarichi pubblici. Secondo il leader M5S, nel governo ci sarebbe «chi vuole norme per avvisare delinquenti e spacciatori prima dell’arresto».
Conte ha poi contestato anche il modo in cui viene applicato il principio della meritocrazia, sostenendo che, a suo giudizio, il governo abbia collocato ai vertici dello Stato persone legate alla maggioranza ma «anche prive di competenze».
Conte: «L’Italia è complice silente del genocidio a Gaza»
In conclusione, il leader del Movimento 5 Stelle ha spostato nuovamente l’attenzione sulla guerra a Gaza e sulla posizione dell’Italia. «Di là sappiamo chi c’è, perché ora l’Italia è complice silente del genocidio a Gaza», ha affermato Conte, chiudendo così il suo intervento a Nova 2026.
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