La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni proponendo di lavorare insieme sull’utilizzo di circa 14 miliardi di euro destinati alla transizione energetica. La premier, da Oslo, ha assicurato che analizzerà la proposta “senza pregiudizi”, ma ha subito accompagnato l’apertura con un attacco all’opposizione e una rivendicazione delle misure già adottate dal governo.
La lettera, pubblicata il 17 settembre 2026 su Repubblica, parte dall’aumento dei costi dell’energia e dagli effetti della crisi climatica per avanzare un piano in cinque interventi. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e utilizzare le nuove risorse per alleggerire nel lungo periodo i costi sostenuti da famiglie e imprese.
Lettera di Schlein, le cinque proposte a Meloni su clima ed energia
“Come Partito Democratico siamo disponibili al dialogo su come utilizzare queste risorse al meglio”, scrive Schlein nella lettera pubblicata da Repubblica. Il piano prevede innanzitutto 2 miliardi di euro per il Conto Termico, così da incentivare la sostituzione degli impianti a combustibili fossili con pompe di calore elettriche, con un’attenzione particolare alle famiglie in povertà energetica.
Altri 3 miliardi sarebbero destinati alla riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, mentre 4 miliardi servirebbero a sostenere le imprese nella conversione dei processi produttivi e nella riduzione del consumo di gas naturale.
La proposta comprende poi 3 miliardi per il trasporto pubblico, tra metropolitane, tram e autobus elettrici, e 2 miliardi per reti elettriche, sistemi di accumulo, batterie e infrastrutture di ricarica. Schlein propone inoltre di rivedere la tassazione sull’energia elettrica rispetto a quella applicata al gas.
Meloni replica a Schlein: “Ora volete pagarvi il bollo per andarci contro”
La replica di Giorgia Meloni è arrivata in serata, al termine dell’incontro a Oslo con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. La presidente del Consiglio ha spiegato di non avere ancora avuto il tempo di esaminare nel dettaglio la lettera, ma ha assicurato che lo farà.
“Intendo approfondirla senza pregiudizi”, ha detto, aggiungendo che “se ci saranno delle proposte utili” saranno prese in considerazione. Poi l’attacco: Meloni ha sostenuto di non avere “i pregiudizi dell’opposizione italiana che quasi quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo“.
L’abolizione del bollo, le ragioni delle polemiche
Il riferimento è alla polemica sull’abolizione del bollo auto, approvata dal governo per il 2027 per le vetture di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e per i motoveicoli, con l’esenzione prevista per un solo mezzo a cittadino. Il provvedimento, così come approvato finora, riguarda i pagamenti in scadenza nel 2027, ma Meloni ha assicurato che l’intenzione dell’esecutivo è renderlo strutturale e definitivo. La misura ha provocato le proteste di una parte dell’opposizione e di alcuni presidenti di Regione, che hanno sollevato dubbi soprattutto su quali saranno le compensazioni per il mancato gettito regionale.
Come riporta ancora Repubblica, Meloni ha poi letto nella proposta della segretaria dem anche “un implicito riconoscimento del lavoro del governo”, soffermandosi in particolare sul Piano casa. La premier ha ricordato che in passato il Pd lo aveva contestato, mentre ora Schlein propone di aumentarne le risorse destinate alla riqualificazione energetica.
