Giuseppe Conte interviene a tutto campo sul futuro politico italiano ed europeo, dalla crescita dell’AfD in Germania alla guerra in Ucraina, passando per il rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump e per la nuova legge elettorale approvata dal Senato. Ospite di Giovanni Floris a diMartedì su La7, il leader del Movimento 5 Stelle ha inoltre parlato delle primarie del centrosinistra e della necessità di evitare che un singolo soggetto possa determinare la caduta di un governo.
Conte: “AfD al governo con una Germania super militarizzata”
Parlando della crescita dell’AfD in Germania, Conte ha sottolineato non soltanto la presenza, a suo giudizio, di una componente neo-nazista con un programma discriminatorio e ispirato a motivazioni razziste, ma anche il contesto militare in cui il partito potrebbe arrivare al governo.
“Non solo c’è il problema di neo nazisti con un programma discriminatorio e chiaramente ispirato a motivazioni razziste e che mira a creare divisioni ma qui c’è anche il problema di una super potenza che investe all’anno cento miliardi delle armi”, ha detto Conte. “Loro andranno al governo con un paese super attrezzato militarmente”, ha aggiunto.
“Nessuno può avere la goldenshare sulla caduta di un governo”
Il presidente del M5S ha affrontato anche il tema degli equilibri all’interno delle coalizioni e del rischio che una singola figura possa assumere un potere determinante. “Non è un problema di persone, ma quel che è certo è che nessuno può avere la goldenshare”, ha spiegato.
Secondo Conte, “non possiamo affidare a nessuno il potere di decidere la caduta di un governo”. Per questo, ha sostenuto, “dobbiamo assumere delle contromisure per evitare che qualcuno possa come è successo in passato”, nell’interesse dell’intera coalizione.
Le primarie del Pd: “Non saranno mai divisive”
Conte ha poi invitato a non sottovalutare il tema delle primarie. “Primarie è una parola che ricorre nello statuto del Pd venti volte ed è anche un gesto di generosità per cercare di costruire un processo insieme”, ha detto. Il leader pentastellato ha escluso però che questo strumento possa diventare un elemento di divisione: “Non saranno mai divisive”.
Ucraina, Conte: “Un progetto progressista deve essere alternativo a Meloni”
Ampio spazio anche alla guerra in Ucraina e alla posizione della politica italiana. Conte ha sostenuto che, per aiutare concretamente la popolazione ucraina, l’Europa dovrebbe essere presente a un tavolo negoziale.
“Le armi le abbiamo mandate e come l’abbiamo aiutata la popolazione ucraina?”, ha domandato. Per il leader del M5S, “un progetto progressista non può che essere alternativo all’azione di governo e alla politica estera sin qui attuata da Palazzo Chigi”. Conte ha quindi messo in discussione la prosecuzione dell’attuale linea: “Se noi continuiamo a dire che sta andando tutto bene così, se noi continuiamo a mandare le armi in che cosa ci caratterizziamo?”.
Il rapporto tra Meloni e Trump: “Ha sottoscritto tutto quello che le ha chiesto”
Conte ha criticato anche l’atteggiamento della premier Giorgia Meloni nei confronti di Donald Trump. Secondo il leader del M5S, la presidente del Consiglio non avrebbe dovuto adottare la filosofia politica del presidente americano soltanto perché entrambi appartengono alla destra.
“Dopo il bacio in testa di Biden tu non puoi pensare che arriva Trump e siccome è di destra sposi la sua filosofia”, ha detto Conte, sostenendo che quella di Trump “non è una filosofia di destra favorevole all’Italia, la sua è una filosofia Maga”.
Il riferimento è allo slogan “Make America Great Again”: “Rendi l’America sempre più grande, ma noi siamo l’Italia e dobbiamo rendere l’Italia sempre più grande”, ha spiegato. A suo giudizio, “c’è stato un approccio che è stato errato di fondo” e che ha portato Meloni, “contro gli interessi italiani”, a “sottoscrivere tutto quello che ha chiesto Trump”.
La legge elettorale: “È una legge super truffa”
Durissimo anche il giudizio di Conte sulla nuova legge elettorale approvata dal Senato. Il leader del M5S ha richiamato la legge del 1953, passata alla storia come “legge truffa”, per definire quella attuale una “legge super truffa”.
“Questa è una legge super truffa anche perché prende in giro gli italiani”, ha affermato Conte, sostenendo che il testo sia stato modificato nel tempo anche sulla base dei sondaggi e del fenomeno legato a Vannacci.
La critica riguarda soprattutto il metodo con cui sarebbe stata costruita la riforma: “Non si può fare una legge nell’interesse della maggioranza uscente”, ha detto.
Conte: “Vogliono rimanere incollati alle poltrone”
Conte ha quindi contestato anche le disposizioni relative alle soglie e alle preferenze. “Dopo quattro anni e zero riforme hanno concentrato i lavori del Parlamento per approvare una legge elettorale per rimanere incollati alle poltrone”, ha dichiarato.
A suo giudizio, la riforma introduce una barriera “pressoché insuperabile per le nuove formazioni politiche”. Conte ha ricordato inoltre che quando Meloni è entrata in Parlamento la soglia era di 40mila firme, mentre ora, secondo la sua ricostruzione, per gli altri sarebbe stata portata a 400mila.
Infine, ha accusato la maggioranza di aver condotto “un gioco comunicativo sporchissimo sulle preferenze”: “Facendo credere che le volevano e poi in realtà hanno messo una norma farlocca: tutti i capilista bloccati”, ha concluso.
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