La tassazione degli extraprofitti energetici è tornata al centro del primo confronto tra i ministri delle Finanze dell’Unione europea riuniti al Castello di Dublino. Il dibattito si è svolto nell’ambito dell’Ecofin informale, sotto presidenza irlandese, e ha visto l’Italia spingere per un esame dei benefici realizzati in questa fase di mercato. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha preso parte anche alla seconda giornata, legando la discussione al quadro di crisi in corso.
Roma non è sola: Austria, Germania, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto una sede comune per parlare di extraprofitti. Il contesto pesa: il nuovo scatto dei prezzi dell’energia, associato alle tensioni sullo Stretto di Hormuz, mette a rischio la crescita. Da qui l’avvertimento del ministro, che ha parlato di «choc energetico che sta diventando un’emergenza economica».
Extraprofitti energia UE, profitti delle raffinerie e bilanci familiari sotto pressione
Le attività delle imprese che raffinano in Europa e vendono fuori dall’Unione sono finite nel mirino del ministro Giancarlo Giorgetti. Ha rivendicato un intervento «schietto», indicando come priorità la verifica dei profitti maturati in condizioni eccezionali. Alcune aziende, ha osservato, collocano prodotti all’estero «a prezzi incredibili»: «Questi non sono profitti da un mercato normale».
Per il responsabile del Tesoro, il prezzo dell’energia è oggi «il problema numero uno» per famiglie, economia e industria italiane. Il tema, ha aggiunto, incide anche sulla competitività europea e sulla traiettoria di crescita. In parallelo, Giorgetti ha richiamato le guerre in Ucraina e in Medio Oriente come fattori che amplificano l’emergenza.
La spinta sull’energia si sente già alla pompa. Il ministro ha avvertito che l’onda lunga non si fermerà lì: «Lo choc energetico si è già manifestato per tutte le famiglie nell’incremento del prezzo dei carburanti, ma in prospettiva a breve si rifletterà inesorabilmente sulle bollette delle famiglie e delle imprese». Di conseguenza, l’allerta riguarda anche le catene produttive.
Le richieste alla Commissione e il ricorso alle tasse nazionali
La Germania ha sollecitato la Commissione a predisporre «opzioni concrete» in vista del prossimo Ecofin. Il ministro Lars Klingbeil ha contrapposto il rialzo di energia, carburanti, alimenti e affitti agli utili delle compagnie petrolifere, che «fanno cassa» con la crisi: Bruxelles, ha avvertito, «non può ignorare la realtà quotidiana di milioni di persone».
Anche Madrid spinge per una tassazione degli eventuali extraprofitti, con l’obiettivo di una «ripartizione più equa degli oneri». Parigi resta più defilata, pur dicendosi pronta al confronto. Giorgetti ha affermato di ritenere che «il consenso si allargherà» e che, se diventerà maggioritario, la Commissione dovrà muoversi.
Per contro, l’esecutivo comunitario esclude al momento «una proposta a livello europeo». Il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha ricordato che gli Stati membri possono già introdurre autonomamente il prelievo e che la Commissione è disponibile ad assistere i governi nel definire «un percorso adeguato».
Il padrone di casa, Simon Harris, ha annunciato l’intenzione di chiedere alla Commissione di «tornare sulla questione», portando ulteriori valutazioni all’Ecofin del 9 ottobre a Lussemburgo. Sarà quello, nei piani, il prossimo passaggio formale.
