Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è intervenuto al Forum Teha di Cernobbio il 6 settembre 2026 e ha affermato che l’economia italiana si è dimostrata resiliente. “Abbiamo fatto delle previsioni prudenziali tenendo conto della guerra dei dazi e del Medio Oriente. Rispetto ad una crescita dello 0,6% per ora abbiamo acquisito 0,8%”, ha aggiunto il ministro.
Secondo Giorgetti, i dati registrati dall’inizio dell’anno permettono ora di guardare con maggiore ottimismo alle prospettive di crescita. Se le cose andranno come sostengono gli indicatori, ha aggiunto, “potremo avvicinarci ad un Pil dell’1%” alla fine del 2026.
Il riferimento allo 0,6% riguarda la previsione di crescita indicata dal governo per il 2026 nel Documento di finanza pubblica, elaborata in un contesto segnato dall’incertezza legata alle tensioni commerciali e alla situazione geopolitica internazionale.
Giorgetti sul Pil italiano, cosa significa la crescita “acquisita” dello 0,8%
Il dato citato da Giorgetti trova conferma nelle ultime rilevazioni dell’Istat. Nel secondo trimestre del 2026 il Pil italiano è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita acquisita per l’intero anno è così arrivata allo 0,8%, al netto degli effetti di calendario.
Per “crescita acquisita” si intende, in sostanza, la variazione che il Pil registrerebbe nell’intero 2026 anche nell’ipotesi in cui nei trimestri successivi non si verificassero ulteriori aumenti rispetto al livello già raggiunto. Il dato non significa quindi che l’Italia abbia già chiuso l’anno con una crescita dello 0,8%, ma rappresenta il punto di partenza raggiunto sulla base dell’andamento dei primi sei mesi.
La dinamica resta comunque differenziata tra i vari settori. Nel secondo trimestre i servizi sono cresciuti dello 0,4%, mentre industria e agricoltura hanno registrato rispettivamente una contrazione dello 0,5% e dello 0,2%.
Giorgetti interviene sui salari: “Non può fare tutto il governo”
Nel suo intervento Giorgetti si è soffermato anche sul tema delle retribuzioni, sottolineando come l’aumento dei salari non possa dipendere esclusivamente dall’azione dell’esecutivo. “Sul tema delle retribuzioni non ci può essere solo il governo, che può fare la sua parte in termini di incentivi fiscali e contributivi, ma ci devono essere anche gli imprenditori, che devono vedere i salari come una delle prime forme di investimento per far ripartire il ciclo”, ha affermato il ministro.
Le parole di Giorgetti si inseriscono in un dibattito più ampio sulla crescita dei salari e sul lavoro povero, che negli ultimi anni ha visto confrontarsi governo, opposizioni e sindacati sulle possibili misure da adottare. Tra queste c’è l’introduzione di un salario minimo legale, sostenuta da diverse forze politiche e organizzazioni sindacali.
Cernobbio, le posizioni della sinistra sulle retribuzioni
Sul tema del lavoro è intervenuta, sempre dal palco del Forum Teha di Cernobbio, anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha indicato tre priorità per rilanciare la crescita del Paese: accelerare sulla decarbonizzazione per ridurre il costo dell’energia, rilanciare gli investimenti e “migliorare la qualità del lavoro”. Su quest’ultimo punto Schlein ha richiamato “la nostra proposta per il salario minimo, per un contrasto alla precarietà”.
Anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, intervenuto a Cernobbio, ha insistito sul problema delle retribuzioni: “Siamo in calo sulla crescita del Pil e della produzione industriale e abbiamo un serio problema di salari reali e potere d’acquisto. Questo dovrebbe far preoccupare tutti”, ha affermato, criticando i risultati rivendicati dal governo sul fronte economico.
Cos’è il Forum Teha di Cernobbio
Le dichiarazioni del ministro arrivano nell’ultima giornata della 52esima edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, organizzato da The European House – Ambrosetti, oggi TEHA Group, a Villa d’Este, sul lago di Como, dal 4 al 6 settembre.
Il Forum si tiene ogni anno dal 1975, tradizionalmente nel primo fine settimana di settembre, e riunisce rappresentanti delle istituzioni italiane e internazionali, imprenditori, manager ed esperti per discutere delle principali trasformazioni economiche e geopolitiche. Al centro dell’edizione 2026 ci sono in particolare le sfide globali e il loro impatto sull’economia, la competitività europea e italiana e le conseguenze delle tensioni internazionali sulle imprese.
“Non siamo stati dei fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento” ha concluso il ministro al Forum: “e vi posso assicurare che l’Italia e molto più rispettata all’estero che in casa”.
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