Dal prossimo anno milioni di automobilisti italiani potrebbero smettere di pagare il bollo auto, la tassa regionale dovuta ogni anno da chi possiede un veicolo iscritto al Pubblico registro automobilistico. Il governo ha presentato l’intervento come un’abolizione destinata a rimanere nel tempo ma, per il momento, l’esenzione è finanziata soltanto per il 2027 e riguarda i versamenti in scadenza tra il primo gennaio e il 31 dicembre di quell’anno. Per il dopo, resta quindi una questione da risolvere: da dove arriveranno i soldi necessari a mantenerla?
Il problema riguarda soprattutto le Regioni: il bollo, infatti, non finisce nelle casse dello Stato centrale, ma rappresenta un’entrata regionale. Togliere il pagamento agli automobilisti significa quindi privare i territori di una parte delle loro entrate, che deve essere sostituita in qualche altro modo. Per il primo anno il governo ha già individuato le risorse necessarie alla sostituzione; dal 2028, invece, il decreto non prevede ancora il finanziamento necessario per proseguire con l’esenzione.
Bollo auto, quanto costa la sospensione del 2027
Il decreto-legge del 17 settembre stabilisce che nel 2027 ogni persona fisica potrà beneficiare dell’esenzione dal pagamento del bollo auto per un solo veicolo regolarmente assicurato. Per le automobili la soglia è fissata a 80 kW e riguarda quelle alimentate a benzina o gasolio, anche quando queste fonti sono combinate con un altro tipo di propulsione. Sono interessati, a determinate condizioni, anche motocicli e ciclomotori.
Lo Stato trasferirà complessivamente 2,2935 miliardi di euro alle Regioni e alle Province autonome nel 2027 per compensare ciò che non incasseranno più dalla tassa automobilistica. La somma destinata a ciascun territorio sarà definita entro il 31 marzo dal ministero dell’Economia, dopo aver sentito la Conferenza Stato-Regioni.
Questo passaggio aiuta anche a capire cosa significa concretamente “abolire” il bollo. La tassa smette di essere pagata da una parte degli automobilisti, ma il suo costo non sparisce dai conti pubblici: viene spostato sul bilancio statale, che interviene al posto dei contribuenti per evitare di lasciare un buco nei bilanci regionali.
Bollo auto, da dove arrivano i 2,3 miliardi per il 2027
La fetta più consistente arriva dalle risorse rimaste disponibili dopo la conclusione del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza con cui l’Italia ha utilizzato i fondi europei del Next Generation EU per finanziare investimenti e riforme dopo la pandemia, dalla digitalizzazione alla transizione energetica.
A febbraio era stato stabilito che, una volta superata la scadenza del 30 giugno 2026, il ministero dell’Economia avrebbe potuto individuare le somme non più necessarie per completare i progetti e sulle quali non esistevano obbligazioni giuridicamente vincolanti. In sostanza, si tratta dei soldi rimasti inutilizzati rispetto a quanto inizialmente stanziato, per esempio perché un progetto è costato meno del previsto o non ha assorbito tutte le risorse disponibili.
Il nuovo decreto legge del 17 settembre quantifica 1,698 miliardi di euro complessivi, ma la cifra è distribuita su tre anni: 200 milioni nel 2026, 1,460 miliardi nel 2027 e 38 milioni nel 2028. È quindi 1,46 miliardi la parte che nel prossimo anno contribuisce effettivamente al finanziamento del provvedimento sul bollo.
Il limite delle economie del PNRR
Il restante viene recuperato mettendo insieme diverse voci del bilancio statale. Per il 2027 ci sono 309 milioni di euro dal programma “Fondi da assegnare” del ministero dell’Economia, 270 milioni dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica e 70 milioni dal Fondo per le esigenze indifferibili. Altri 128,7 milioni arrivano dagli accantonamenti dei diversi ministeri, mentre 100 milioni sono recuperati da un altro fondo e 24,3 milioni dalle maggiori entrate e minori spese prodotte dalle altre disposizioni contenute nel decreto.
Sommando queste voci si arriva ai 2,362 miliardi di oneri complessivi previsti dal decreto per il 2027. Non sono tutti destinati al bollo, ma quest’ultimo ne assorbe la quasi totalità: 2,2935 miliardi.
Le economie del PNRR rappresentano però una soluzione che difficilmente può essere riproposta nello stesso modo ogni anno. Si tratta infatti di somme liberate da un piano ormai concluso, non di un flusso di entrate che continuerà a prodursi stabilmente nel bilancio dello Stato.
Cosa potrebbe succedere dal 2028
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che la sospensione del bollo auto è un intervento “pensato per essere strutturale, quindi definitivo”. Anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di una misura destinata a diventare permanente.
Il decreto, però, dispone esplicitamente l’esenzione “per l’anno 2027”. I 38 milioni indicati per il 2028 nell’articolo sulle disposizioni finanziarie non servono a mantenere il bollo sospeso anche in quell’anno: sono destinati agli altri oneri del provvedimento.
Il passaggio decisivo sarà la prossima legge di Bilancio: rendere permanente l’esenzione significa inserire nei conti pubblici una spesa che si ripete ogni anno. Se la platea e le condizioni restassero simili a quelle previste per il 2027, l’ordine di grandezza sarebbe ancora intorno ai 2,3 miliardi annui. Per coprire anche il 2028 e il 2029 servirebbero quindi, secondo le stime circolate dopo l’approvazione del decreto, circa altri 5 miliardi di euro.
Non è ancora stato indicato da quale voce arriveranno. Il governo potrebbe intervenire riducendo altre spese, utilizzando maggiori entrate, spostando risorse già stanziate oppure modificando l’attuale platea dei beneficiari.
Per approfondire: Bollo auto 2027, decreto in Gazzetta: esenzione finanziata con 1,7 miliardi da economie Pnrr
