“Nessun generale per nessuna guerra, Vannacci fuori da Torino“. Con questo striscione una centinaia di manifestanti hanno contestato Roberto Vannacci a Torino, dove il leader di Futuro Nazionale è intervenuto a un convegno sull’insicurezza urbana organizzato dal sindacato Fsp Polizia il 18 settembre 2026. Una protesta iniziata con una cinquantina di persone e cresciuta nel corso della mattinata, tra fumogeni, slogan e un imponente schieramento delle forze dell’ordine che ha blindato l’area attorno all’Nh Hotel di corso Vittorio Emanuele II.
La tensione è salita poco prima delle 10 di mattina, quando alcuni manifestanti si sono avvicinati al cordone della polizia e hanno lanciato delle uova contro gli agenti. Non c’è stata risposta da parte delle forze dell’ordine e, dopo avere sfiorato il contatto, il presidio si è trasformato in corteo lungo corso Duca degli Abruzzi, per poi dirigersi verso Porta Susa. Anche corso Inghilterra è stato temporaneamente bloccato.
Il convegno Fsp e lo stop alla validità formativa
Il convegno organizzato dal sindacato di polizia Fsp aveva già suscitato le polemiche diversi giorni prima dell’arrivo dell’europarlamentare. L’appuntamento, dal titolo “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”, era stato inizialmente presentato come un’attività di aggiornamento professionale per il personale della Polizia di Stato. Il programma prevedeva anche i saluti del questore di Torino Massimo Gambino.
La presenza di Vannacci tra i relatori aveva provocato le proteste del Silp Cgil e di esponenti dell’opposizione. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza era quindi intervenuto per chiarire la natura dell’incontro: una iniziativa sindacale, senza validità come aggiornamento professionale. Il Dipartimento aveva inoltre precisato che il questore non avrebbe partecipato, modificando così il quadro rispetto al programma inizialmente presentato.
Pantanella: “Un po’ di forza va utilizzata”, i manifestanti: “L’insicurezza siete voi”
A chiarire la linea del sindacato sulla sicurezza è stato Luca Pantanella, segretario generale della Fsp Polizia di Stato di Torino, secondo cui alle forze dell’ordine mancherebbero adeguati strumenti operativi: “Servono protocolli certi, senza che i poliziotti rischino di essere indagati”, ha affermato prima del convegno, aggiungendo: “Un minimo di forza dobbiamo poterla utilizzare. Se noi sbagliamo, paghiamo, se invece i magistrati sbagliano, non pagano”. Parole accolte dagli applausi della sala.
Queste dichiarazioni rappresentano anche le motivazioni della protesta. Sara Munari di Askatasuna, storico centro sociale torinese sgomberato a dicembre 2025, ha accusato la questura di aver inizialmente voluto presentare l’incontro come “un’occasione di formazione per gli agenti”, salvo poi fare un passo indietro dopo le polemiche. Ma il punto, per i manifestanti, è anche un altro: “L’insicurezza urbana sta nelle famiglie che non arrivano a fine mese, nelle scuole, nelle aule dell’università”, ha affermato Munari, contrapponendo questa lettura a quella discussa all’interno dell’hotel. Da qui l’appello a “cacciare Vannacci da Torino e costruire il fronte popolare contro la guerra”, fino all’accusa rivolta agli organizzatori: “State creando voi questa insicurezza urbana”.
Vannacci cresce nei sondaggi con Futuro Nazionale
La protesta arriva mentre il peso politico di Vannacci continua ad aumentare nelle rilevazioni sulle intenzioni di voto. Futuro Nazionale era al 5,9% a giugno, è salito al 7,6% a luglio e nella Supermedia YouTrend di settembre ha raggiunto ancora il 7,6%, appaiando Forza Italia.
Una crescita che rende le apparizioni pubbliche dell’ex generale sempre meno marginali nel dibattito politico nazionale. Ed è anche in questa prospettiva che va letta la mobilitazione torinese: non soltanto una protesta contro un singolo convegno, ma la contestazione di un progetto politico che negli ultimi mesi ha conquistato uno spazio crescente nei sondaggi.
