La Procura Generale di Venezia ha notificato un capo di incolpazione a tre ufficiali dei Carabinieri per presunte negligenze nell’intervento che portò alla strage di Castel D’Azzano, nel Veronese, secondo il quotidiano L’Arena. L’accertamento riguarda le decisioni prese nella preparazione e durante lo svolgimento dell’operazione.
La Procura contesta la condotta di tre ufficiali per la strage di Castel D’Azzano
I destinatari sono il capitano Vincenzo Spataro, comandante della compagnia di Villafranca (Verona), il tenente colonnello Antonio Sframeli, comandante del reparto operativo di Verona, e il colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale. La Procura Generale è competente per le azioni disciplinari a carico degli ufficiali per negligenza.
Il fascicolo esamina i presunti errori nella pianificazione dell’intervento e nella sua gestione. Al centro delle contestazioni c’è anche la mancata interruzione dell’operazione quando era apparso chiaro che i Ramponi avevano saturato di gas l’ambiente del casolare e il rischio di esplosione era evidente.
La strage e il processo
La strage di Castel D’Azzano avvenne il 14 ottobre 2025: lo scoppio innescato nel casolare dei fratelli Ramponi durante l’irruzione uccise i militari Marco Piffari, Valerio Da Prà e Davide Bernardello.
I fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi sono stati rinviati a giudizio davanti alla Corte D’Assise di Verona per strage, detenzione di esplosivi e minacce a pubblico ufficiale. L’accertamento sulla condotta degli ufficiali si affianca dunque al procedimento a carico dei fratelli.
I legali dei familiari di Marco Piffari avevano presentato un esposto per chiedere di accertare se vi fossero altre responsabilità oltre a quelle dei Ramponi e se la strage sarebbe stata evitabile.
