Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile la seconda istanza di differimento della pena presentata da Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante l’assalto al suo negozio. Il provvedimento, depositato questa mattina, arriva dopo quello del Tribunale di Sorveglianza di Torino ed è conforme alla posizione espressa dalla Procura generale.
Roggero resta detenuto a Bollate
Roggero rimane quindi nel carcere di Bollate, dove si è costituito il 17 luglio. Durante la detenzione sta lavorando con mansioni da contabile. La decisione dei giudici milanesi individua due motivi per cui la nuova richiesta di differimento non può essere esaminata.
I due motivi dell’inammissibilità
Il primo riguarda il momento in cui è stata presentata l’istanza. Secondo il Tribunale di Sorveglianza di Milano, il differimento della pena è un istituto utilizzabile esclusivamente quando l’esecuzione della condanna non è ancora cominciata. Nel caso di Roggero, invece, la richiesta è stata depositata quando il gioielliere si trovava già detenuto.
Il secondo motivo riguarda il fatto che sulla stessa richiesta si era già pronunciata la magistratura torinese. In quel caso l’istanza era stata presentata quando Roggero era ancora libero e, dopo il rigetto, la decisione è sottoposta alle ordinarie regole di impugnazione.
La posizione della difesa di Roggero
Il collegio milanese ha inoltre risposto alle argomentazioni presentate dalla difesa di Roggero, rappresentata in aula dall’avvocato Stefano Marcolini, che aveva depositato una memoria il 10 settembre. I giudici hanno sottolineato il carattere eccezionale del differimento della pena, evidenziato anche dal periodo limitato nel quale il beneficio può essere concesso: sei mesi. In base alla finalità dell’istituto, secondo il provvedimento, questo deve essere applicato soltanto a persone che non hanno ancora iniziato a scontare la pena. Un’interpretazione diversa, osserva il Tribunale, potrebbe portare a un utilizzo improprio dello strumento.
Le alternative per chi è già in carcere
Per le persone che si trovano già detenute, i giudici indicano invece la possibilità di ricorrere ad altri strumenti previsti dalla legge. Quando ne ricorrono i presupposti, questi possono consentire un differimento della pena cosiddetto “secco” oppure nelle forme della detenzione domiciliare. La richiesta di detenzione domiciliare era stata effettivamente presentata dalla difesa di Roggero, ma in via subordinata rispetto alla domanda principale di differimento dell’esecuzione della pena, come aveva spiegato lo stesso avvocato nella giornata di ieri.
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