Un video di Giorgia Meloni ad Atreju è tornato a circolare nelle ultime ore: la presidente del Consiglio scherniva la proposta sul bollo di Pasquale Tridico, candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della regione Calabria. Il governo ha ora deciso una sospensione per auto e moto nel Consiglio dei ministri di mercoledì 16 settembre 2026.
Meloni aveva attaccato Tridico a dicembre del 2025, durante il raduno, perché aveva inserito la sospensione nel programma: «Roba che Cetto La Qualunque in confronto era Ottone di Bismarck». Il riferimento al politico locale corrotto e arraffone interpretato da Antonio Albanese lasciava intendere che la proposta fosse populista, costosa e difficilmente realizzabile.
Cetto La Qualunque e il bollo. pic.twitter.com/6jEGBF5w1b
— Marco 🇪🇺 (@mfonthenet) September 17, 2026
Meloni ci ripensa e annuncia sospensione bollo auto per il 2027
La presidente del Consiglio, nove mesi dopo, nella conferenza stampa successiva alla riunione del governo, ha dichiarato di aver «deciso di abolire in modo strutturale» il bollo auto, definendolo «una delle tasse più odiate dagli italiani». La misura, però, prevede un’esenzione dal bollo per un solo anno, non un’abolizione permanente.
La sospensione si applicherà nel 2027 alle automobili di piccola o media potenza, sotto gli 80 kW, e ai motocicli. Spetterà una sola esenzione a persona: chi possiede più veicoli non pagherà soltanto il bollo con l’importo più basso. Il governo stima che saranno coinvolti circa 14,5 milioni di veicoli.
Il finanziamento non è ancora chiaro. Nei giorni scorsi era emerso che il governo lavorava a un provvedimento sul bollo, ma ci si aspettava al massimo uno sconto, non l’esenzione completa.
Il costo sarà di miliardi di euro per lo Stato, quando il governo fatica a reperire qualche centinaio di milioni per prorogare, di settimana in settimana, lo sconto sulle accise, le imposte di importo fisso su ogni litro di carburante.
Le elezioni politiche sono previste nel 2027: l’eventuale finanziamento strutturale ricadrebbe sul prossimo governo, anche se ancora guidato da Meloni, e il mantenimento della misura non è certo. Potrebbe cambiare anche la situazione che ha innescato il provvedimento, ossia la crisi energetica dovuta alla guerra in Medio Oriente.
