I controlli italiani alle frontiere aeree e marittime per chi arriva dalla Spagna sono stati prorogati per altri 15 giorni. La decisione è stata contestata dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares il 15 settembre, parlando con i giornalisti al Senato spagnolo. Il nuovo scontro tra Roma e Madrid riguarda le verifiche introdotte dopo la crisi migratoria di Ceuta e successivamente adottate anche dalla Spagna, per reciprocità.
Le accuse a Meloni e Tajani e le motivazioni del Viminale
La proroga dei controlli Schengen è “assurda”, “inutile” e “una vergogna” per Albares, che ha contestato al governo italiano di compromettere il rapporto tra partner europei. “È assurdo, è inutile ed è una vergogna perché mina lo spirito e la filosofia di ciò che significa essere partner europei”, ha dichiarato il ministro.
Le critiche hanno riguardato direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusati di non comportarsi come “leader europei all’altezza della situazione”. Secondo Albares, la decisione risponde soprattutto a ragioni di politica interna e non avrebbe una reale giustificazione nell’attuale situazione migratoria.
Il Viminale ha motivato invece l’estensione con le verifiche del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere: permangono “elevati profili di rischio per la sicurezza interna”, legati anche alla possibilità di infiltrazioni terroristiche. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha comunicato la proroga alla Commissione europea e agli omologhi dell’Unione europea.
L’appello di Albares ha coinvolto anche le opposizioni spagnole: al Partito Popolare, alleato europeo di Forza Italia, e a Vox, politicamente vicino a Fratelli d’Italia, il ministro ha chiesto di far arrivare a Roma il proprio dissenso. “Questo provvedimento è una vergogna, è assurdo ed è ridicolo”, ha ribadito.
Gli ingressi irregolari e il precedente di Lampedusa
Il confronto si è esteso ai flussi migratori: secondo José Manuel Albares, l’Italia registrerebbe attualmente il doppio degli ingressi irregolari rispetto alla Spagna. Il ministro ha richiamato la crisi di Lampedusa del 2023 e la solidarietà offerta allora da Madrid. Secondo il suo racconto, la Spagna non si limitò al sostegno politico, ma accolse anche migranti trasferiti dal territorio italiano.
“Capisco che il governo italiano agisca per ragioni di politica interna”, ha affermato Albares. La scelta rappresenterebbe però, nelle sue parole, “un attacco diretto alla dignità del popolo spagnolo e all’unità e alla solidarietà degli europei”. Il ministro ha richiamato lo stesso principio anche dichiarando: “L’Europa non può esistere senza solidarietà”.
La tensione tra i governi nasce dalla crisi migratoria di Ceuta, esplosa alla fine di luglio con l’ingresso di decine di migliaia di persone nell’enclave spagnola in Nord Africa. Roma aveva annunciato il 31 luglio la reintroduzione temporanea dei controlli, entrati in vigore dal 1° agosto.
Madrid aveva risposto pochi giorni dopo con le verifiche sui passeggeri provenienti dall’Italia, introdotte per reciprocità. Anche il governo spagnolo ha successivamente prorogato i propri controlli alle frontiere aeree e marittime. La nuova estensione italiana prolunga un confronto che dura da oltre un mese e mezzo.
