La Corte d’Assise d’appello di Milano ha condannato il 16 settembre 2026 Davide Fontana all’ergastolo per l’uccisione di Carol Maltesi, 26 anni, avvenuta nella sua abitazione di Rescaldina, in provincia di Milano. Il collegio ha ritenuto nuovamente provata l’aggravante della premeditazione. Per l’ex bancario è la terza condanna al carcere a vita, pronunciata nel processo di secondo grado “ter”, dopo due annullamenti con rinvio disposti dalla Cassazione. La sentenza conclude il sesto processo sulla vicenda.
L’omicidio di Carol Maltesi e l’occultamento del corpo
L’omicidio di Carol Maltesi è avvenuto l’11 gennaio 2022. La giovane e Fontana abitavano nella stessa corte a Rescaldina e in passato avevano avuto una relazione. La sera del delitto si sono incontrati nella casa della ventiseienne per realizzare un video a sfondo sessuale.
La scena era stata commissionata attraverso un falso profilo creato dallo stesso Fontana: prevedeva che Maltesi fosse legata e avesse il volto coperto. L’uomo l’ha colpita con 13 martellate e successivamente con un coltello.
Fontana ha fatto a pezzi il corpo il giorno successivo, cercando di renderlo irriconoscibile. Ha quindi conservato i resti per settimane in un congelatore acquistato online e ha tentato anche di bruciarli. Dopo circa due mesi li ha trasportati a Borno, nel Bresciano, dove li ha abbandonati dentro alcuni sacchi in un dirupo. Il corpo è stato ritrovato il 29 marzo 2022.
Durante quel periodo Fontana ha continuato a usare il telefono della vittima, rispondendo ad alcuni messaggi per far credere che Maltesi fosse ancora viva.
Le sentenze e i due rinvii della Cassazione
Il percorso giudiziario è cominciato con la condanna a 30 anni di carcere pronunciata dalla Corte d’Assise di Busto Arsizio il 12 giugno 2023. In primo grado i giudici avevano escluso, tra le altre, l’aggravante della premeditazione.
La Corte d’Assise d’appello di Milano ha modificato quel punto della decisione nel febbraio 2024: ha riconosciuto la premeditazione e la crudeltà e ha condannato Fontana all’ergastolo. Nel settembre dello stesso anno, però, la Cassazione confermò l’aggravante della crudeltà ma dispose un nuovo processo sulla premeditazione. L’appello bis, celebrato il 15 maggio 2025, si concluse nuovamente con l’ergastolo.
Anche quella decisione è stata annullata con rinvio dalla Cassazione nel febbraio 2026, ancora una volta sul nodo della premeditazione. Oggi il nuovo collegio milanese ha ritenuto nuovamente provata l’aggravante, condannando Fontana per la terza volta all’ergastolo.
