L’assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto da Fabio Pinelli, ha approvato la delibera che stabilisce modalità e criteri dei nuovi accertamenti, previsti dalla legge e destinati a entrare a regime per i candidati al concorso in magistratura.
Il percorso, però, sarà graduale. Nel 2027 partirà una fase di sperimentazione, mentre dal 2028 i test diventeranno effettivamente parte della procedura di selezione dei nuovi magistrati.
Test psicoattitudinali per i magistrati, il sì del Csm: cosa prevedono
La prova non avrà l’obiettivo di individuare eventuali patologie o formulare diagnosi psicologiche. Secondo quanto stabilito dalla delibera, servirà invece a verificare l’idoneità funzionale del candidato rispetto al ruolo di magistrato.
L’accertamento sarà articolato in due momenti. Una prima fase sarà dedicata alla raccolta degli elementi emersi dai test, dalle osservazioni comportamentali e dal colloquio con l’esperto. Seguirà poi una valutazione complessiva, sulla base della quale verrà espresso il giudizio di idoneità.
Per i candidati, la prova si collocherà dopo il superamento degli scritti e prima dell’esame orale. Un eventuale giudizio negativo potrà quindi impedire l’accesso alla fase successiva del concorso. Prima dell’entrata a regime è prevista però una sperimentazione.
La sperimentazione del 2027
Nel 2027 i test saranno sottoposti, su base volontaria e senza conseguenze sulla carriera, ai magistrati ordinari in tirocinio già presenti negli uffici. La fase servirà agli esperti per mettere a punto i quesiti e verificare eventuali criticità del sistema. Dal 2028, invece, gli accertamenti diventeranno obbligatori per i nuovi candidati che avranno superato la prova scritta.
La delibera è il risultato di oltre un anno di lavoro del Csm e del confronto con quattro esperti di psicologia del lavoro e psicometria: Santo Di Nuovo, Monica Molino, Giuseppe Sartori e Andrea Spoto.
Il voto del plenum non ha cancellato le critiche interne. Tra gli astenuti ci sono stati il consigliere laico Roberto Romboli e la togata Domenica Miele, che ha collegato l’introduzione dei test a un più ampio progetto di trasformazione della magistratura.
Il nuovo sistema comparirà già nel prossimo bando di concorso, atteso a ottobre, anche se per vedere i test pienamente operativi bisognerà attendere il 2028.
