Una carenza di munizioni negli arsenali statunitensi è emersa con la guerra contro l’Iran. Lo ha riconosciuto il Pentagono in un rapporto al Congresso degli Stati Uniti, redatto dall’Ispettore generale del Dipartimento della Difesa. Il documento, obbligatorio e il primo del suo genere, ha anche quantificato la spesa complessiva: tra il 28 febbraio e il 30 giugno l’Operazione, denominata Epic Fury (Oef), ha avuto un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari, di cui 22,3 miliardi solo per le munizioni impiegate.
La constatazione ha contraddetto la linea del presidente Donald Trump, che poche ore prima su Truth Social aveva esaltato la capacità produttiva degli Stati Uniti. Nel suo messaggio il presidente ha scritto che il Paese sta producendo «più armi d’eccellenza e di élite rispetto a qualsiasi altro momento della nostra storia». Sul fronte dei mercati energetici, i prezzi del petrolio sono saliti e le quotazioni hanno superato i 103 dollari al barile.
