Elly Schlein si è detta pronta alle elezioni anticipate ad aprile, chiudendo il 13 settembre 2026 la Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia. Per la segretaria del Pd, prima si andrà a votare, «meglio sarà per il Paese». La preparazione dell’alternativa passa dal programma condiviso con gli alleati: «Ora è tempo di accelerare sul programma comune. Non partiamo da zero. Non basterà una somma di proposte concrete, servono i valori, al Paese dobbiamo offrire una visione del presente e del futuro».
La scelta della guida della coalizione viene dopo, attraverso un’intesa oppure una consultazione: «Prima il programma, poi decidere con gli alleati: o l’accordo o le primarie, ma se le faremo vinceremo insieme quelle primarie, non abbiamo nessuna paura del voto, mai, perché siamo il Pd». Il ruolo rivendicato per il partito è quello di «perno imprescindibile per l’alternativa», da mettere a disposizione di un progetto più ampio e unitario.
Schlein a Reggio Emilia: l’alleanza del centrosinistra tra programma e distanza
Il percorso del Campo largo, nella lettura di Schlein, parte dalla sconfitta del 2022: le forze del centrosinistra non si parlavano più e la coalizione aveva smesso di esistere. Il lavoro per ricostruirla è durato tre anni e mezzo, fino alla partecipazione comune alle elezioni in tutte le regioni l’anno scorso. La segretaria rivendica anche la tenuta delle amministrazioni guidate dall’alleanza progressista, senza giunte cadute per litigi o divisioni.
L’unità del Pd e quella del centrosinistra sono gli obiettivi che Schlein lega alla richiesta degli elettori: «L’unità non ce lo chiede il medico, ma i nostri elettori. A voi dovevamo questa unità». La costruzione dell’alleanza, sostiene, non è stata rinviata al mese precedente le elezioni, ma praticata ogni giorno nell’interesse del Paese.
Una distanza resta sul sostegno all’Ucraina. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, alla festa del Fatto Quotidiano a Roma si è dichiarato contrario all’invio continuo di armi a Kiev. Per Conte, continuare ad armare l’Ucraina «comporta un’escalation militare e ci fa rotolare nella guerra». La risposta di Schlein è stata: «Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ingiustamente invaso in Ucraina». Il tema riguarda anche il confronto per la leadership dell’alleanza, oltre alla definizione delle scelte comuni.
L’opposizione alla legge elettorale e l’abolizione della Bossi-Fini
Il contrasto alla riforma della legge elettorale è uno dei terreni sui quali Schlein intende muoversi con le altre opposizioni. Nel mirino ci sono il premio di maggioranza, definito «abnorme», e le norme che, secondo la segretaria, vogliono limitare l’accesso alle elezioni. La contestazione comprende il blocco dell’emendamento del Pd per introdurre «preferenze vere», eliminando i capilista bloccati.
Per Schlein si tratta di un «antipasto di premierato», contro il quale le opposizioni faranno muro. La strategia parlamentare indicata richiama quanto accaduto alla Camera: «Come successo alla Camera proveremo a farli andare sotto con i loro litigi». Alla premier Giorgia Meloni attribuisce la scelta di fare della legge elettorale l’unica priorità perché, nelle parole della segretaria dem, «ha paura di perdere».
La critica riguarda anche il bilancio dell’esecutivo: «È stato un Governo inutilmente lungo, che occasione storica ha sprecato Meloni. Avevano i numeri per fare tutto e non hanno fatto nulla. Ma è un record che squarcia la propaganda». Sul tema dei migranti, Schlein ha annunciato dal palco l’intenzione di abolire la legge Bossi-Fini.
