Il governo giapponese ha aggiornato le stime di pericolosità sismica per il Kinki: in alcune aree la probabilità di un terremoto di magnitudo pari o superiore a 6,8 raggiunge il 50-60% nei prossimi 30 anni. Il livello stimato per il Kinki risulta ora paragonabile a quello del Kanto.
La revisione, centrata sulle faglie attive dell’ovest del Paese, allinea il livello di rischio del Kinki a quello del Kanto e rientra nel programma di valutazione a lungo termine dei principali sistemi di faglia del Giappone. Non è un intervento isolato, ma un tassello in un lavoro pluriennale. Da qui la necessità di entrare nel dettaglio.
Probabilità per sotto-aree e metodo di stima
Più in dettaglio, la valutazione nazionale scompone le percentuali per porzioni della regione: la fascia nord‑occidentale si colloca attorno al 30%; la zona nota come “triangolo del Kinki” sale fra 40-60%; sulla penisola di Kii la stima scende a circa 7%. Queste cifre derivano dall’analisi integrata di 45 faglie attive individuate nel e attorno al Kinki.
Secondo il rapporto, l’alta densità di faglie nell’area è connessa all’espansione del Mar del Giappone durante la formazione dell’arcipelago, processo che ha lasciato una trama di fratture più fitta del normale. Al tempo stesso il comitato ha già pubblicato valutazioni a lungo termine per 114 faglie principali di altre regioni, mentre le analisi per Chubu, Tohoku e Hokkaido proseguono.
Precedenti e rischio di eventi ancora più grandi
La memoria va a Kobe, devastata nel gennaio 1995 dal terremoto di magnitudo 7,3 del Great Hanshin, che causò oltre 6.000 vittime. L’attuale aggiornamento arriva in un contesto in cui resta alta l’attenzione sulla Nankai Trough, la fossa sottomarina lunga circa 800 chilometri lungo la costa pacifica.
Nella nomenclatura tecnica, un “megaquake” indica un evento di magnitudo 8 o superiore, con un potenziale distruttivo di ordine diverso, soprattutto se l’ipocentro è superficiale o prossimo a aree densamente abitate. Il Comitato per la Ricerca sui Terremoti ha elevato all’80% la probabilità che un sisma di questa scala si verifichi lungo la Nankai entro i prossimi 30 anni.
In uno scenario di impatto, le stime governative parlano di fino a 298.000 vittime e perdite economiche prossime a 292.000 miliardi di yen in caso di megaquake sul margine Nankai con relativo tsunami. Dati che spiegano perché, nonostante il rafforzamento delle infrastrutture e i progressi nei sistemi di allerta, la prevenzione resti centrale.
Le autorità indicano la necessità di preparare le comunità con piani calibrati sulle differenze locali di probabilità e, di conseguenza, sui diversi tempi di ritorno attesi. In parallelo, proseguono le valutazioni regionali già avviate: i fascicoli su Chubu, Tohoku e Hokkaido restano in lavorazione e confluiranno nel quadro nazionale aggiornato.
