Un violento terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito nella mattinata di oggi, 15 agosto, l’Indonesia orientale, provocando almeno 40 vittime secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità, mentre decine di persone sono rimaste ferite.
Il sisma, registrato al largo dell’isola di Flores, ha provocato crolli, frane e interruzioni della viabilità. Migliaia di persone hanno lasciato le proprie abitazioni dopo l’allerta tsunami, successivamente revocata.
Terremoto in Indonesia, il bilancio sale ad almeno 40 morti
Le squadre di emergenza continuano a setacciare le macerie alla ricerca di eventuali sopravvissuti. In un primo momento le autorità avevano comunicato un bilancio di 20 vittime e sei feriti nella zona di Maumere, successivamente salito a 38 e quindi ad almeno 40 morti.
Particolarmente colpite risultano le reggenze di Sikka, Manggarai e Manggarai Orientale. Le operazioni di soccorso sono rese più difficili dalle frane provocate dal terremoto, che hanno bloccato alcuni collegamenti stradali, compresa la Trans-Flores. In alcune delle aree più remote si registrano inoltre problemi alle comunicazioni e interruzioni della corrente elettrica.
Oltre 2mila persone hanno lasciato le proprie abitazioni nella reggenza di Nagekeo, tra le zone più vicine all’epicentro.
Epicentro al largo dell’isola di Flores
Secondo l’US Geological Survey, la scossa principale ha avuto una magnitudo di 7.7 e un ipocentro a circa 10 chilometri di profondità. L’epicentro è stato localizzato a circa 68 chilometri a nord-ovest di Ende, sull’isola di Flores.
Il terremoto è stato seguito da numerose scosse di assestamento, alcune delle quali superiori a magnitudo 6. La popolazione è stata invitata a non rientrare negli edifici danneggiati per il rischio di ulteriori crolli.
La violenza del sisma è stata avvertita in numerose località dell’Indonesia orientale, da Flores a Labuan Bajo e Bima, fino ad alcune zone di Sulawesi.
Revocata l’allerta tsunami
Subito dopo la scossa le autorità indonesiane avevano diramato un’allerta tsunami, spingendo migliaia di residenti delle zone costiere a cercare riparo nelle aree più elevate.
A Nagekeo alcuni abitanti hanno riferito di aver visto il mare ritirarsi, alimentando il timore dell’arrivo di un’onda anomala. L’allerta è stata successivamente revocata, mentre le autorità continuano a monitorare il livello del mare.
Il direttore del Dipartimento terremoti e tsunami dell’agenzia meteorologica e geofisica indonesiana ha spiegato che, nonostante la fine dell’allarme, il monitoraggio proseguirà nelle prossime ore.
Una seconda forte scossa nell’area di Sumatra
Nelle ore successive un altro forte terremoto è stato registrato nell’area settentrionale dell’isola di Sumatra. Le prime rilevazioni internazionali hanno indicato una magnitudo intorno a 6.8-6.9.
Al momento non sono stati segnalati danni o vittime collegati a questa seconda scossa. Gli eventi si sono verificati in aree molto distanti tra loro e non ci sono indicazioni che permettano di considerarli parte della stessa sequenza sismica.
I racconti dei testimoni
Dalle zone colpite arrivano testimonianze dei momenti di panico vissuti durante il terremoto. Lukas Lotar, responsabile della gestione dei pazienti di un ospedale, ha raccontato che pazienti e personale sono fuggiti all’esterno mentre sui muri dell’edificio comparivano crepe.
A Ruteng, circa 158 chilometri a ovest dell’epicentro, Yulian Juita Ekalia ha raccontato di non aver mai avvertito una scossa così violenta. All’interno della sua abitazione televisori, stoviglie e altri oggetti sono caduti mentre lei e la famiglia cercavano di raggiungere l’esterno.
In diverse località sono state segnalate abitazioni e strutture pubbliche danneggiate, mentre i soccorritori cercano di raggiungere le comunità rimaste isolate.
Tajani: “Non risultano italiani tra le vittime”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la solidarietà del governo italiano alla popolazione indonesiana e ha fatto sapere che, al momento, non risultano cittadini italiani tra le vittime.
L’Ambasciata italiana a Giacarta è al lavoro per assistere i connazionali presenti nell’area che intendono allontanarsi dalle zone colpite.
“Esprimo, a nome del Governo italiano, la più sentita solidarietà al popolo dell’Indonesia per il violento terremoto che ha colpito l’isola di Flores”, ha scritto Tajani, precisando che la Farnesina continua a seguire l’evoluzione della situazione.
L’Indonesia si trova lungo la Cintura di fuoco del Pacifico, una delle aree a maggiore attività sismica e vulcanica del pianeta, ed è frequentemente interessata da terremoti anche di forte intensità.
