L’inizio del nuovo anno scolastico, che dovrebbe rappresentare un momento di entusiasmo e di ripartenza per bambini e ragazzi, assume un significato molto diverso in alcune aree della Terra Santa. A richiamare l’attenzione sulla situazione è il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme e presidente dell’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa, attraverso un messaggio diffuso in occasione della ripresa delle attività scolastiche.
Il messaggio per i bambini della Terra Santa
Nel suo intervento, il patriarca sottolinea come non sia possibile celebrare l’avvio del nuovo anno scolastico ignorando le difficoltà vissute da una parte dei bambini della regione. “Non possiamo però celebrare questo inizio senza ricordare che, in alcune zone della Terra Santa, il ritorno a scuola non è più scontato”, si legge nel messaggio dell’Assemblea.
La guerra e le sue conseguenze hanno infatti cancellato luoghi che fino a poco tempo fa erano parte della quotidianità di molti studenti. In alcune comunità le scuole sono state distrutte e la possibilità stessa di tornare in aula è diventata incerta.
Pizzaballa parla di “aule che non esistono più”
Il messaggio ricorda in particolare i bambini che si trovano in comunità dove l’inizio delle lezioni non può essere vissuto con la consueta serenità. “Ci sono bambini le cui aule non esistono più”, viene evidenziato nel testo, nel quale si fa riferimento anche a contesti segnati da “morte, sfollamento e distruzione”.
Pizzaballa invita a non considerare questi bambini come estranei a ciò che accade. “Anche questi bambini ci appartengono”, afferma il patriarca, auspicando che il nuovo anno scolastico possa rappresentare per loro un’occasione per guardare nuovamente al futuro.
L’auspicio di un ritorno alla normalità
L’augurio espresso dall’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa è che l’inizio dell’anno scolastico possa diventare anche per i bambini più colpiti dalla guerra un “segno di speranza”. L’obiettivo è che possano conservare la prospettiva di un futuro nel quale la distruzione non rappresenti l’ultima parola. “Una promessa che la distruzione non avrà l’ultima parola” è il senso dell’auspicio contenuto nel messaggio, insieme alla speranza che questi ragazzi possano un giorno tornare “sani e salvi a studiare e a una vita normale”.
Pizzaballa: “La Cisgiordania è diventata una terra di nessuno”
Nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini, Pizzaballa ha affrontato anche la situazione in Cisgiordania, descrivendo uno scenario caratterizzato da tensioni sempre più forti. Il patriarca ha parlato di un confronto che coinvolge soprattutto i coloni e la popolazione palestinese e che, a suo giudizio, sta assumendo dimensioni preoccupanti.
“La tensione è in continuo aumento, soprattutto tra i coloni e la popolazione palestinese, un po’ ovunque”, ha dichiarato. Secondo Pizzaballa, la situazione ha ormai trasformato la Cisgiordania in “una terra di nessuno”, o meglio in “una terra senza legge”.
“Tutto quello che accade resta senza argine”
Il cardinale ha quindi denunciato l’assenza di adeguati strumenti di sicurezza e legalità capaci di contenere le tensioni. “Tutto quello che accade resta ahimè senza nessun argine dal punto di vista della sicurezza e della legalità”, ha affermato Pizzaballa.
Le sue parole arrivano mentre, da un lato, l’Assemblea richiama l’attenzione sulle difficoltà che impediscono a molti bambini della Terra Santa di tornare normalmente a scuola e, dall’altro, il patriarca descrive una Cisgiordania segnata da un deterioramento della situazione sul piano della sicurezza e della legalità.
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