Il governo guidato da Giorgia Meloni sta valutando l’introduzione di un fondo pensione rivolto ai nuovi nati. Marina Calderone, ministra del Lavoro, ha informato di questa ipotesi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, spiegando che «Valutiamo la fattibilità del fondo previdenziale alla nascita» e che «le coperture si trovano, senza sottrarle ad altri strumenti, tanto più che per far partire il fondo previdenziale alla nascita bastano piccoli importi».
Come funzionerebbe il fondo pensione
La proposta delineata dalla ministra prevede la creazione di un fondo previdenziale alla nascita aperto per ogni nuovo nato con un contributo iniziale versato dallo Stato. Il meccanismo, così come descritto dalla titolare del dicastero, prevederebbe che il fondo venga poi alimentato in modo volontario da genitori e familiari e, successivamente, dal beneficiario quando comincerà a lavorare. Sul piano istituzionale, Calderone ha chiarito che «la vigilanza sia ovviamente della Covip mentre la gestione del fondo sia in capo all’Inps».
La scelta di un versamento iniziale pubblico punta a dare avvio a un capitale di partenza che non richieda consistenti stanziamenti immediati: la ministra ha insistito sul fatto che bastano «piccoli importi» per far partire l’operazione. Per la vigilanza si è indicata la Covip, l’autorità di controllo dei fondi pensione, mentre la gestione operativa sarebbe affidata all’Inps. In questo disegno lo Stato agirebbe come attivatore iniziale, lasciando in seguito all’iniziativa privata e familiare la possibilità di incrementare il montante destinato alla futura pensione del neonato.
Reazioni e governance
La proposta ha ricevuto un riscontro favorevole dalla guida dell’Inps. Gabriele Fava, presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, ha dichiarato di essere «molto felice che il ministro del Lavoro abbia raccolto positivamente la mia proposta di un terzo pilastro» e di aver «confermato il fatto che l’Inps può essere il soggetto attuatore di questo terzo pilastro e soggetto gestore». Fava ha inoltre ricordato che si tratta di una proposta già lanciata e condivisa anche da altri stakeholder, tra cui sindacati, associazioni di categoria e fondi pensionistici.
Sul versante sindacale la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha espresso apertura ma anche richieste precise sulla governance: «La proposta di un fondo previdenziale per i nuovi nati merita attenzione e apertura», ha detto, sottolineando che «il punto vero è la governance». Fumarola ha posto il problema del possibile rischio, a suo giudizio, di destinazione futura delle risorse se la gestione fosse totalmente pubblica, ricordando il caso del fondo di tesoreria del Tfr e le osservazioni del presidente del Mefop. Allo stesso tempo la sindacalista ha escluso che la risposta debba essere «consegnare il risparmio previdenziale dei bambini al solo mercato» e ha indicato nella sussidiarietà — con ruolo attivo delle parti sociali e dei fondi negoziali — una «terza via» possibile.ù
Prossime tappe
Sui tempi e sulle fasi successive, il presidente dell’Inps ha chiarito che la proposta «ne parleremo con il governo perché deve partire innanzitutto dal governo», e ha aggiunto che la sua idea «ad oggi è stata raccolta positivamente, ci lavoreremo insieme presto». La ministra Calderone ha motivato l’interesse del governo con la necessità di affrontare il declino demografico e la sostenibilità della previdenza obbligatoria: la proposta viene definita «utile e opportuna» e nasce «dalla preoccupazione che il declino demografico metta a rischio la tenuta della previdenza obbligatoria fondata sul sistema a ripartizione».
Oltre al tema della governance, Fumarola ha indicato una serie di misure coerenti da accompagnare alla proposta: una fiscalità di vantaggio per i giovani lavoratori, il superamento dell’automatismo sulla speranza di vita, il riconoscimento dei lavori gravosi ancora esclusi e una perequazione più forte delle pensioni in essere. La Cisl chiede inoltre di riaprire il confronto sul secondo pilastro, a cominciare dalla portabilità sul mercato del contributo contrattuale, e propone una campagna di educazione previdenziale rivolta a giovani e famiglie.
