Il caro carburanti riaccende lo scontro politico tra maggioranza e opposizione. Nel mirino della segretaria del Partito democratico Elly Schlein finisce la decisione del governo di prolungare di appena due giorni, fino al 26 agosto, lo sconto sulle accise del gasolio. Una misura che la leader dem giudica insufficiente e alla quale contrappone la proposta di tassare gli extraprofitti delle grandi società energetiche per finanziare interventi a sostegno di famiglie e imprese.
Schlein contro Meloni sul caro carburanti
L’attacco della segretaria del Pd è rivolto direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Schlein ricorda le posizioni espresse dalla premier sulle accise prima dell’arrivo a Palazzo Chigi e accusa l’esecutivo di non aver dato una risposta strutturale all’aumento dei prezzi alla pompa.
“La stessa persona che prometteva di abolire le accise sui carburanti oggi resta a guardare mentre gli italiani affrontano l’impennata dei prezzi”, afferma la leader dem, chiedendo alla presidente del Consiglio di abbandonare quelle che definisce “soluzioni tampone”.
Al centro delle critiche c’è soprattutto l’ultima decisione dell’esecutivo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il decreto che attiva il meccanismo delle accise mobili e mantiene per il 25 e 26 agosto la riduzione sul gasolio. Lo sconto al distributore è di circa 17 centesimi al litro.
La proroga fino al 26 agosto
Il provvedimento utilizza il maggiore gettito Iva generato dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio. Per i due giorni di proroga vengono impiegati 20,8 milioni di euro di extragettito, mentre l’aliquota di accisa sul gasolio resta fissata a 532,90 euro per mille litri. Il precedente intervento aveva previsto la riduzione dal 7 al 24 agosto.
Una scelta che Schlein liquida come una “ridicola proroga di 48 ore”. Per la segretaria dem il governo dovrebbe invece intervenire direttamente sui guadagni realizzati dalle compagnie energetiche durante la fase di forte aumento dei prezzi.
“Abbiano il coraggio di tassare gli extraprofitti delle grandi società energetiche per tutelare le famiglie e le imprese, accogliendo la nostra proposta”, sostiene Schlein, secondo cui cittadini e aziende non possono continuare a sostenere il costo di quella che definisce “l’inerzia del governo”.
Il nodo della tassa sugli extraprofitti
La richiesta del Pd arriva mentre proprio sul tema degli extraprofitti si muove anche il confronto europeo. Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno sollecitato una discussione a livello Ue sull’ipotesi di introdurre un prelievo sui maggiori utili delle compagnie petrolifere, destinando le risorse a interventi contro il caro energia.
Schlein, però, chiede a Palazzo Chigi di non aspettare Bruxelles. Già nelle scorse ore aveva invitato Meloni e Giorgetti a introdurre il contributo a livello nazionale in attesa di un eventuale accordo europeo, accompagnandolo a misure per le fasce più fragili e a una strategia di lungo periodo sui costi dell’energia.
La battaglia politica si concentra così sulla fase successiva al 26 agosto, quando terminerà la breve estensione dello sconto sul diesel. Per il Pd, due giorni in più non possono rappresentare la risposta a un problema che rischia di continuare a pesare sui bilanci delle famiglie e sui costi delle imprese.
