Si alza ancora il livello dello scontro tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein sulla gestione dei migranti e, in particolare, sui trasferimenti verso l’Italia annunciati negli ultimi giorni da diversi Paesi europei. Dopo le accuse della segretaria del Partito democratico, che aveva parlato di un “boomerang” per il governo, la presidente del Consiglio affida ai social una replica diretta, sostenendo che il nuovo quadro europeo rappresenti invece un vantaggio per Roma.
“Elly Schlein parla di “boomerang” e di un presunto fallimento del governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla”, scrive Meloni.
Meloni: “Schengen e Patto Ue sono due cose diverse”
Il punto centrale della risposta della premier riguarda la distinzione tra le regole di Schengen e il nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo.
“Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro”, sottolinea Meloni. Secondo la presidente del Consiglio è proprio il nuovo sistema europeo a introdurre maggiori garanzie per l’Italia, in particolare nella gestione dei cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo per i quali viene individuato come responsabile un altro Stato europeo sulla base delle norme applicabili.
La polemica arriva dopo che diversi Paesi europei hanno annunciato o confermato trasferimenti di migranti verso l’Italia, riaccendendo il confronto politico interno sulla strategia seguita dal governo a Bruxelles.
La premier rivendica le nuove tutele per l’Italia
Meloni respinge però l’interpretazione secondo cui quanto sta accadendo rappresenterebbe una sconfitta politica dell’esecutivo. Al contrario, sostiene che il nuovo Patto europeo segni “una svolta positiva per l’Italia”.
“Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo”, afferma la premier, rivendicando inoltre il rafforzamento del concetto di Paese terzo sicuro, una delle questioni sulle quali il governo italiano ha insistito maggiormente nel negoziato europeo.
Secondo Meloni, proprio questa impostazione consentirà di rendere “più semplice effettuare rimpatri accelerati”, riducendo la pressione sui Paesi che, come l’Italia, rappresentano una delle principali porte d’ingresso nell’Unione europea attraverso le rotte del Mediterraneo.
Lo scontro dopo le accuse di Schlein
La replica arriva dopo le critiche lanciate da Schlein al governo in seguito alle notizie sui trasferimenti verso l’Italia. La leader dem aveva accusato Meloni di aver trasformato la questione migratoria e il confronto con gli altri governi europei in un “boomerang”, sostenendo che le scelte dell’esecutivo non abbiano impedito agli altri Stati di chiedere all’Italia di riprendere in carico migranti arrivati inizialmente sul territorio italiano.
Una lettura completamente respinta da Palazzo Chigi. La linea della premier è che vadano tenuti distinti i diversi dossier europei e che gli effetti del nuovo Patto non possano essere sovrapposti automaticamente alle procedure di trasferimento attualmente al centro delle polemiche.
Il tema migratorio torna così al centro dello scontro tra maggioranza e opposizione, mentre il governo punta a presentare le nuove regole europee come il risultato di una strategia volta a ridurre gli oneri per gli Stati di frontiera, accelerare i rimpatri e rafforzare la dimensione esterna della politica migratoria dell’Ue.
