La corsa dei prezzi alla pompa in Italia sta rapidamente erodendo i benefici del provvedimento fiscale: 2,173 euro al litro è il prezzo del gasolio in autostrada, livello che ha cancellato buona parte dello sconto introdotto dal governo.
I listini e il risparmio effettivo
Sulla rete ordinaria il diesel si attesta oggi a 2,099 euro al litro, una variazione che tradotta in pieno garantisce ai consumatori un risparmio reale inferiore a quanto previsto dalla norma. Il taglio di 17 centesimi non si è tradotto integralmente in minori spese: il risparmio effettivo sulla rete ordinaria è stato calcolato in 4,3 euro a pieno rispetto agli 8,5 euro teorici indicati dal provvedimento, mentre in autostrada il risparmio è di 4,1 euro a pieno.
La benzina, esclusa dallo sconto, ha registrato aumenti sia sulla rete ordinaria sia in autostrada: la verde è passata da 1,982 a 1,994 euro al litro sulla rete ordinaria, con un aggravio stimato di 0,60 euro a pieno, mentre il prezzo in autostrada si è attestato a 2,073 euro al litro.
In questo quadro le aziende e i consumatori vedono ridursi il margine di intervento del contributo statale: il taglio accise carburanti ha attenuato solo in parte l’impatto delle variazioni dei mercati internazionali.
Le richieste delle associazioni e delle imprese
Le reazioni del mondo produttivo e dei sindacati dei consumatori sono immediate. Fapi parla di allarme per una dinamica che sta «annullando i benefici» dell’intervento pubblico e sollecita ulteriori misure sulle imposte. Confimprenditori giudica le misure adottate inefficaci di fronte ai costi di trasporto, produzione e distribuzione che pesano sulle aziende.
Dal versante dei consumatori, Codacons chiede l’estensione dello sconto anche alla benzina, evidenziando l’aumento dei listini e l’impatto diretto sul pieno delle famiglie. Le associazioni richiamano il Governo a valutare strumenti aggiuntivi per contenere i rincari e sostenere imprese e cittadini.
L’analisi dei dati e i tempi di adeguamento
I dati pubblicati dall’Osservatorio sui prezzi del Mimit mostrano che il taglio delle imposte ha avuto effetti parziali sui listini. Un’analisi dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani mette poi in evidenza una marcata asimmetria nei tempi di trasmissione dei prezzi: quando il greggio sale, due terzi dell’aumento arriva alla pompa entro appena tre giorni e viene trasferito quasi integralmente entro dieci giorni; quando il greggio scende, invece, la riduzione si riflette per un terzo nei primi tre giorni e può richiedere circa diciassette giorni per raggiungere l’ottanta per cento del ribasso.
Questa dinamica spiega perché gli interventi fiscali non sempre producono un alleggerimento immediato e totale per gli automobilisti, soprattutto in presenza di oscillazioni internazionali delle quotazioni del greggio.
Le associazioni e gli analisti segnalano anche l’impatto di costi fissi della filiera distributiva e di rapidità diverse nell’adeguamento dei prezzi da parte dei gestori, fattori che hanno contribuito a limitare il trasferimento integrale dello sconto fiscale alla clientela.
Per ora il quadro resta segnato dall’incremento dei listini e dalla pressione sui bilanci delle imprese e delle famiglie; sul versante istituzionale si registrano sollecitazioni per nuove misure che possano rendere più efficiente il trasferimento dei benefici fiscali.
Il Governo ha inoltre deciso di prorogare fino al 25 agosto il taglio straordinario delle imposte di 17 centesimi al litro sul diesel, una misura che rimane al centro del dibattito sulle azioni da mettere in campo per contrastare il caro carburante.
