La notte salentina si spegne all’improvviso nel momento più caldo della stagione turistica. Con un provvedimento d’urgenza scattato proprio mentre il cartellone degli eventi prevedeva l’arrivo di grandi artisti internazionali, la Questura di Lecce ha ordinato la chiusura temporanea per quindici giorni della celebre Praja di Gallipoli. Alla base del rigido stop imposto dalle autorità di pubblica sicurezza c’è una scia interminabile di episodi di degrado, aggressioni brutali e gravissimi pericoli per l’incolumità dei frequentatori più giovani.
Praja di Gallipoli, Il buio oltre la pista tra abusi e risse
A far precipitare la situazione sono state le indagini su due presunti episodi di abusi ai danni di giovanissime, avvenuti nell’area sosta del locale all’inizio di luglio. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, di fronte alle richieste d’aiuto di una delle vittime, il personale di sorveglianza avrebbe persino cercato di scoraggiare la chiamata ai soccorsi, scatenando poi uno scontro violento tra comitive. Le settimane successive hanno visto il ripetersi di continue aggressioni fisiche a discapito di gruppi di turisti e risse sanguinose, a testimonianza di un clima di totale insicurezza maturato dentro e fuori la struttura.
Il collasso dei soccorsi e i precedenti del locale
Oltre agli episodi di violenza, il provvedimento evidenzia un quadro allarmante legato all’abuso di sostanze alcoliche tra i ragazzi. Nel giro di pochi giorni le ambulanze del 118 sono dovute intervenire per ben diciassette volte a causa di intossicazioni etiliche acute e svenimenti, che hanno coinvolto anche diversi minorenni a cui sarebbero state servite bevande alcoliche senza controlli. Per la Praja di Gallipoli non si tratta purtroppo del primo stop: la decisione del questore richiama infatti un lungo e preoccupante storico di accoltellamenti e disordini registrati anno dopo anno, imponendo un freno deciso prima che la situazione degeneri ulteriormente.
