A poco più di un mese dalla morte di Hayden Panettiere, l’autopsia ha chiarito cosa è accaduto all’attrice statunitense, trovata priva di sensi il 16 agosto in un’abitazione di Greenville, in South Carolina. L’attrice, 36 anni, è morta per gli effetti tossici combinati di fentanyl e altri farmaci. Il Greenville County Coroner’s Office ha classificato il decesso come accidentale, escludendo che sul corpo ci fossero traumi che abbiano contribuito alla morte.
Hayden Panettiere, cosa ha stabilito l’autopsia
Nel corpo di Hayden Panettiere sono state rilevate cinque sostanze: fentanyl, 4-ANPP, alprazolam, metocarbamolo e quetiapina. Il 4-ANPP è una sostanza che può essere sia un precursore utilizzato nella produzione del fentanyl sia un suo metabolita minore. L’alprazolam è invece una benzodiazepina utilizzata contro ansia e attacchi di panico, mentre il metocarbamolo è un miorilassante e la quetiapina un farmaco impiegato nel trattamento di diversi disturbi psichiatrici.
Il fentanyl è un potente oppioide sintetico, utilizzato anche in medicina per il trattamento del dolore grave, ma può essere fino a 50 volte più forte dell’eroina e 100 volte più della morfina. Negli Stati Uniti è diventato una delle sostanze maggiormente coinvolte nelle overdose, soprattutto nella sua forma prodotta illegalmente.
Hayden Panettiere, la morte il 16 agosto e i tentativi di rianimazione
Intorno alle 13.51 del 16 agosto una chiamata al 911 segnalò una donna in arresto cardiaco al 701 di Easley Bridge Road, a Greenville, nell’abitazione in cui Hayden Panettiere soggiornava temporaneamente. Quando i primi soccorritori arrivarono sul posto, l’attrice era priva di sensi.
I sanitari iniziarono le manovre di rianimazione cardiopolmonare avanzata, ma senza riuscire a salvarla. La morte venne dichiarata alle 14.32. L’autopsia eseguita successivamente non rilevò segni di traumi compatibili con una morte violenta.
Nell’abitazione si trovavano anche il compagno Brian Hickerson e il fratello di lui, Zach. Quest’ultimo ha raccontato in seguito che, dopo essere arrivato nell’appartamento, aveva svegliato Brian e insieme avevano provato a far riprendere conoscenza all’attrice. Brian avrebbe somministrato a Hayden Panettiere del Narcan, nome commerciale del naloxone, farmaco utilizzato per contrastare rapidamente gli effetti di un’overdose da oppioidi. I due avrebbero poi eseguito la rianimazione seguendo le indicazioni del 911 fino all’arrivo dei soccorsi.
I primi sospetti sull’overdose e l’esito degli esami
Già nelle ore successive alla morte l’ipotesi di un’overdose era emersa dalle comunicazioni dei soccorritori. Nell’abitazione era stato trovato anche il dispositivo utilizzato per somministrare il naloxone e, secondo il rapporto della polizia citato dalla stampa statunitense, agli agenti era stata mostrata una borsa contenente i farmaci che Panettiere stava assumendo.
Per oltre un mese, però, non c’è stata una conferma ufficiale. Il rappresentante dell’attrice aveva invitato a non trarre conclusioni prima dei risultati tossicologici, mentre proseguivano gli accertamenti sulle circostanze della morte. Il responso del medico legale arrivato il 22 settembre ha ora stabilito che a causare il decesso è stata proprio la tossicità combinata delle sostanze rilevate nel suo organismo. L’indagine della polizia sulle circostanze della morte risulta ancora aperta.
Panettiere aveva parlato pubblicamente negli anni della propria dipendenza da alcol e oppioidi e del percorso di recupero, oltre che della depressione post partum affrontata dopo la nascita della figlia Kaya. Aveva iniziato a lavorare da bambina ed era diventata conosciuta a livello internazionale soprattutto grazie alle serie “Heroes” e “Nashville”.
