Nel pomeriggio sul litorale di Rivabella, marina di Gallipoli, un ragazzo di 19 anni originario di Bologna è deceduto in mare dopo un presunto malore, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione sulla battigia.
19enne muore in mare: ricostruzione dei fatti
Secondo la ricostruzione, il giovane si era recato in spiaggia con alcuni amici per trascorrere qualche giorno di vacanza e nel pomeriggio, insieme a un amico, è entrato in acqua per fare il bagno; le condizioni del mare erano indicate come tendenzialmente non agitate, ma a un certo punto l’amico non ha più individuato il compagno e, dopo averlo chiamato invano, ha percepito che poteva essere accaduto qualcosa di serio.
Gli assistenti ai bagnanti di uno stabilimento della zona hanno individuato il corpo del ragazzo di 19 anni e, privo di sensi, lo hanno recuperato a poca distanza dalla riva portandolo sulla battigia, dove sono immediatamente iniziate le manovre di soccorso.
Interventi sanitari e accertamenti
Alle procedure di rianimazione hanno preso parte, oltre al personale del bagnino, anche un medico e un’infermiera fuori servizio presenti sul posto, che hanno collaborato nei tentativi di soccorso; successivamente il personale del 118 è giunto sul luogo e le manovre sono proseguite per oltre 40 minuti, senza riuscire a far riprendere il battito cardiaco del giovane.
Il ragazzo, descritto come turista originario di Bologna, non ha reagito alle cure e per gli accertamenti del caso sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Gallipoli, chiamati dalla compagnia rimasta in spiaggia dopo l’allarme lanciato dall’amico.
Solo poche ore prima un’altra tragedia aveva colpito il Salento con la morte in mare di un 76enne a Castro; la presenza dei militari è volta a chiarire le circostanze della morte del ragazzo di 19 anni e a completare gli accertamenti tecnici e medico-legali previsti dalla normativa.
