Motjaba Khamenei, l’attuale Guida Suprema dell’Iran, sarebbe in gravi condizioni di salute e non è apparso in pubblico dall’8 marzo, ha scritto IranWire. Il figlio di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio, è stato eletto dall’Assemblea degli esperti l’8 marzo e la sua possibile scomparsa riaprirebbe la partita per la successione.
Chi decide la successione e come funziona il voto
La scelta della Guida Suprema non è automatica: spetta all’Assemblea degli esperti, un organismo composto da 88 religiosi, indicare e votare il nuovo leader. In passato la decisione è passata per una sintesi tra opposte anime dell’apparato statale, dai pasdaran al clero conservatore fino al governo.
La stessa Assemblea si è già riunita in conclave tra il 3 e l’8 marzo 2026 per l’elezione che ha portato Motjaba Khamenei al ruolo attuale; un nuovo incontro sarebbe necessario se venisse dichiarata la sua morte.
I nomi in corsa tra clero e politica
Tra le figure più frequentemente citate come possibili successori compaiono esponenti sia della sfera politica sia del clero. Tra i politici viene menzionato Hassan Rouhani, ex presidente della Repubblica, che nella fonte è descritto come un profilo moderato ed è ricordato per l’accordo sul nucleare con l’amministrazione Obama; la fonte indica la sua età: settantasette anni.
Nel novero dei candidati con legami di sangue e autorità religiosa figura Hassan Khomeini, nipote dell’ayatollah Ruhollah Khomeini e attuale custode del mausoleo di famiglia; la fonte riporta la sua età: cinquantaquattro anni. Il legame familiare con la rivoluzione del 1979 è un elemento che può favorirne la candidatura.
Altri nomi citati dalla fonte includono Alireza Arafi, indicato come confidente dell’ex leader e figura di peso nell’apparato burocratico; Gholam Hossein Mohseni Ejei, attuale capo della magistratura con legami consolidati con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione e la cui età è riportata in fonte come sessantanove anni; Mohsen Araki, membro di lungo corso dell’Assemblea degli esperti; Mohammad Mehdi Mirbagheri, direttore dell’Accademia delle Scienze Islamiche e descritto come un religioso integralista; Hashem Hosseini Bushehri, primo vicepresidente dell’Assemblea degli esperti; e infine Sadiq Larijani, già vertice della giustizia iraniana.
Fattori che peseranno sulla scelta della nuova Guida
Nella valutazione dei candidati pesano più elementi: la legittimità religiosa davanti al clero di Qom, i legami di sangue, la capacità di tenere insieme l’apparato militare e quello civile, e l’orientamento politico rispetto all’Occidente. La fonte sottolinea che Motjaba Khamenei aveva ottenuto il sostegno delle Guardie della Rivoluzione e dell’ala più radicale, mentre non aveva il supporto della fazione più riformista guidata dall’attuale presidente citato nella fonte, Masoud Pezeshkian.
Per alcuni candidati, la combinazione di influenza teologica e esperienza istituzionale è il fattore qualificante; per altri conta il peso dei legami personali con i due centri di potere informali che agiscono all’interno del sistema politico iraniano. Mohammad Mehdi Mirbagheri è descritto nella fonte come schierato su posizioni fortemente anti-occidentali e sostiene che un conflitto tra “credenti” e “infedeli” sia inevitabile, una posizione che ne caratterizza la traiettoria politica.
Se Motjaba Khamenei venisse a mancare, l’apertura di una nuova fase di confronto per la successione segnerebbe la seconda battaglia sul nome della Guida Suprema in pochi mesi e riporterebbe al centro dell’arena politica iraniana il ruolo dell’Assemblea degli esperti.
