Masoud Pezeshkian è al centro delle segnalazioni diffuse da media di opposizione secondo cui lo stato di salute di Mojtaba Khamenei sarebbe estremamente grave e il figlio dell’ayatollah potrebbe essere “in punto di morte”. IranWire, testata iraniana di opposizione, cita diverse fonti anonime legate all’amministrazione del presidente per sostenere le indiscrezioni, mentre da Teheran non è arrivata alcuna conferma ufficiale di quanto riportato.
Mojtaba Khamenei presunta morte, i dettagli emersi dalle fonti
La ricostruzione fornita da IranWire indica che negli ambienti più alti della Repubblica islamica circolano voci sul peggioramento delle condizioni della Mojtaba Khamenei, fino all’affermazione che “non sarebbe affatto sorprendente sentire presto la notizia del suo martirio”, secondo una delle persone interpellate dalla testata. Le segnalazioni si basano su interlocutori anonimi a conoscenza di quanto accade nell’amministrazione del presidente, e lo stesso resoconto sottolinea la difficoltà oggettiva di verificare informazioni di questo tipo in assenza di conferme ufficiali dalla capitale.
Il quadro descritto dalle fonti comprende inoltre il forte riserbo che circonda la figura della Guida: molti elementi restano pubblici solo tramite comunicati scritti e letture da parte di terzi sulla televisione di Stato, dettaglio che complica ulteriormente la verifica indiretta delle condizioni di salute riportate da organi di stampa esterni all’apparato informativo ufficiale.
Assenza pubblica, precedenti segnalazioni e possibili conseguenze
La mancata comparsa pubblica della figura designata alla guida risale a mesi fa, da quando la Assemblea degli Esperti l’ha scelta per succedere al padre Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio durante i bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran; da allora i messaggi attribuiti alla nuova Guida Suprema sono stati diffusi per iscritto e letti da altri soggetti sui canali ufficiali, e a luglio non avrebbe nemmeno partecipato ai funerali del padre. Il 5 agosto il presidente ha ammesso che comunicare con la Guida è «molto difficile», ammissione che, secondo le ricostruzioni citate, alimenta i dubbi sulle reali condizioni cliniche.
Non si tratta di voci del tutto inedite: ad aprile testate internazionali avevano riportato valutazioni di intelligence che indicavano peggioramenti già in precedenza, e sono circolate ipotesi secondo cui Khamenei sarebbe rimasto ferito negli stessi bombardamenti che uccisero il padre, con versioni discordanti sull’entità delle ferite. Se le nuove indiscrezioni fossero confermate, l’Iran potrebbe trovarsi davanti a Mojtaba Khamenei e a una seconda successione alla Guida Suprema nel giro di pochi mesi, nel pieno di una fase già segnata dalla guerra e dalle tensioni interne ai vertici della Repubblica islamica.
La situazione resta, allo stato, descritta da fonti non ufficiali e caratterizzata da molteplici versioni; qualsiasi chiarimento dipenderà esclusivamente da comunicazioni confermate provenienti dalle autorità di Teheran, mentre le ripercussioni politiche e istituzionali verrebbero misurate rispetto al quadro di emergenza già delineato.
