L’affetto per Francesco Guccini continua a riempire piazze, social network e palchi. Dopo la scomparsa del cantautore, arrivano nuovi messaggi di stima e gratitudine da artisti che hanno condiviso con lui esperienze professionali o che ne hanno riconosciuto l’influenza sulla musica italiana. Da Adriano Celentano a Cesare Cremonini, passando per Mogol, i Nomadi e la figlia Teresa, il ricordo del “Maestrone” si arricchisce di testimonianze personali e di parole cariche di emozione.
Celentano ricorda la canzone che Guccini scrisse per lui
Tra gli omaggi più significativi c’è quello di Adriano Celentano, che attraverso il suo profilo Instagram ha salutato Francesco Guccini con un messaggio breve ma ricco di significato: “Ciao Francesco! Hai sempre scritto cose belle! E una di queste l’ho incisa anch’io… ti ricordi…?”.
Il riferimento è a Vite, brano scritto proprio da Guccini e interpretato da Celentano nel 2002 all’interno dell’album Per sempre, un disco che raccoglieva composizioni firmate da alcuni dei più importanti cantautori italiani.
Il lungo messaggio di Cremonini: “Era il padre di tutti per via della parola”
Molto intenso anche il ricordo affidato ai social da Cesare Cremonini. Il cantante bolognese ha descritto Guccini come “il padre di Teresa” ma anche “un po’ il padre di tanti, o di tutti, per via della parola”, raccontando di aver vissuto una notte insonne dopo aver appreso la notizia della sua morte.
Nel suo lungo messaggio, Cremonini ammette che persino riascoltare le canzoni del cantautore oggi è difficile. Ringrazia quindi non solo Guccini, ma anche le generazioni di ragazze e ragazzi che hanno studiato e amato i suoi testi, definendoli un patrimonio prezioso. Nel finale del post si rivolge direttamente alla figlia Teresa, immaginando una biblioteca ideale custodita “lassù tra le montagne”, luogo simbolico dove continuano a vivere le parole che contano davvero.
Teresa Guccini ringrazia chi continua a cantare le sue canzoni
Anche Teresa Guccini ha scelto i social per condividere il proprio ricordo del padre. Sul suo profilo Instagram ha ripubblicato immagini e filmati che lo ritraggono mentre canta o racconta la propria musica, insieme ai video della commemorazione spontanea andata in scena a Bologna, in via Paolo Fabbri 43, dove numerose persone si sono riunite con le chitarre per intonare le sue canzoni. A corredo delle storie pubblicate, la figlia del cantautore ha affidato tutto il suo messaggio a una sola parola: “Grazie”.
A quella serata ha fatto riferimento anche il giornalista e amico Giorgio Comaschi, che sui social ha parlato di un momento “da pelle d’oca”, ricordando la grande partecipazione di giovani riuniti per rendere omaggio a Guccini. Ripensando agli anni trascorsi insieme nelle trattorie e nelle osterie, ha sottolineato come proprio quel modo di stare insieme e cantare rappresenti ancora oggi, a suo giudizio, “il miracolo del ritorno della parola”.
Mogol e i Nomadi: “Ha tenuto alta la cultura popolare italiana”
Tra le voci che hanno voluto ricordare Guccini c’è anche Mogol. Il celebre autore ha sottolineato come nelle sue opere parole e musica fossero inscindibili, definendolo uno dei grandi artisti della canzone italiana. Secondo Giulio Rapetti, Guccini ha contribuito a mantenere viva quella cultura popolare che, ha ricordato citando Marcel Proust, rappresenta la vera cultura quando riesce a raggiungere il cuore delle persone.
Un tributo speciale è arrivato infine dai Nomadi, che hanno dedicato a Guccini il concerto tenuto a Pietrabbondante, in Molise. Sul palco è comparsa una grande scritta “Ciao Francesco”, mentre la scaletta ha incluso, come da tradizione, alcuni dei brani più celebri nati dalla lunga collaborazione con il cantautore, tra cui Dio è morto e Canzone per una amica. A margine dello spettacolo, Beppe Carletti ha ricordato Guccini come “il più grande”, parlando con emozione dell’amicizia che li ha legati e della fortuna di aver condiviso con lui una parte del proprio percorso artistico.
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