La commissione Politiche dell’Unione europea della Camera ha dato il via libera al decreto legislativo che recepisce l’AI Act europeo, compresa la disciplina sul riconoscimento facciale. Dopo il rinvio della settimana precedente, è arrivato l’ultimo parere favorevole necessario prima dell’approdo del provvedimento in Consiglio dei ministri, previsto per domani. La maggioranza ha votato a favore del testo, mentre le opposizioni hanno lasciato i lavori prima della votazione.
La modifica sul riconoscimento facciale
Il punto centrale del confronto ha riguardato l’articolo 8 del decreto, dedicato all’utilizzo del riconoscimento facciale in tempo reale. Rispetto alla prima versione del parere predisposto dalla relatrice Cristina Rossello, deputata di Forza Italia, è stato modificato il riferimento all’autorità giudiziaria chiamata a intervenire.
Il richiamo esclusivo al gip, il giudice per le indagini preliminari, è stato sostituito dalla formula più ampia di “magistrato competente”. Una scelta che, secondo la relatrice, permette di includere sia il pubblico ministero sia il giudice per le indagini preliminari, in base alle caratteristiche del procedimento.
Rossello: “Testo compatibile con il diritto Ue e più garantista”
Nel parere approvato, Rossello ha definito il decreto nel suo complesso coerente con il diritto dell’Unione europea, pur indicando alcune modifiche necessarie per garantire un pieno allineamento con l’AI Act. Restano invece confermate le osservazioni relative all’articolo 10, che riguarda il riconoscimento facciale utilizzato successivamente agli eventi e la possibilità di raccogliere temporaneamente dati biometrici agli ingressi di luoghi o manifestazioni per esigenze di ordine pubblico. Rimangono inoltre i rilievi sul divieto di scraping indiscriminato, sulla gestione delle banche dati temporanee e sull’introduzione della valutazione d’impatto sui diritti fondamentali, la cosiddetta Fria.
Secondo Rossello, l’impianto del parere non è stato stravolto e il risultato rappresenta un punto di equilibrio all’interno della maggioranza. La nuova formulazione sull’articolo 8, ha spiegato, non costituisce un arretramento ma una soluzione più ampia, capace di rispettare sia la normativa italiana sia quella europea. L’obiettivo, ha aggiunto, è stato quello di rafforzare le garanzie senza indebolirle.
Le tensioni nella maggioranza e l’attacco delle opposizioni
Il voto ha contribuito a ricomporre le tensioni emerse nei giorni precedenti all’interno del centrodestra. La scorsa settimana, infatti, Fratelli d’Italia aveva giudicato il parere iniziale troppo rigido, aprendo un confronto sulla formulazione del testo.
Le opposizioni, invece, hanno contestato duramente il percorso seguito dalla maggioranza. Il capogruppo del Partito democratico in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca, ha parlato di una situazione “molto grave”, sostenendo che il centrodestra avrebbe spinto la relatrice a modificare il parere originario.
Secondo De Luca, la modifica sarebbe stata dettata dagli equilibri interni alla maggioranza e non dall’interesse generale. Le opposizioni avevano chiesto un rinvio per poter esaminare nuovamente il testo dopo la revisione, ma la richiesta non è stata accolta.
Per il deputato dem, il risultato finale sarebbe un parere “fortemente indebolito”, mentre la maggioranza rivendica invece di aver trovato una formulazione in grado di conciliare sicurezza, tutela dei diritti fondamentali e rispetto delle regole europee sull’intelligenza artificiale.
Per approfondire: AI Act e riconoscimento facciale: cosa è vietato e quali sono le eccezioni previste