La gioielleria di Mario Roggero a Gallo di Grinzane Cavour ha riaperto questa mattina al pubblico, con la gestione affidata alla moglie Mariangela Sandrone e a una delle quattro figlie. Una delle figlie ha confermato all’Ansa la ripartenza, mentre Roggero sta scontando una pena di 14 anni e 9 mesi nel carcere di Bollate. La riapertura avviene mentre il caso resta al centro del confronto politico e giudiziario.
Riapre la gioielleria di Mario Roggero
La famiglia ha assunto la titolarità provvisoria dell’attività. La figlia ha confermato la volontà di mantenere aperto il punto vendita e di occuparsi direttamente di vendite e assistenza alla clientela. Gli aspetti di contabilità e la gestione legale resteranno in parte affidati a consulenti esterni, soluzione scelta per garantire continuità all’attività in una fase segnata dall’assenza del titolare.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su eventuali variazioni di orario o modifiche dell’organico rispetto al periodo precedente alla chiusura. La riapertura segna comunque il ritorno alla normale operatività commerciale del negozio, con la conduzione interna alla famiglia e un supporto tecnico esterno per gli adempimenti amministrativi e legali.
La moglie: “Spero che possa tornare qui”
La riapertura del negozio coincide con un momento particolarmente delicato per la famiglia Roggero. Mariangela Sandrone, che insieme a una delle figlie ha assunto la gestione dell’attività, ha raccontato di aver recentemente fatto visita al marito nel carcere di Bollate.
“Ieri ho visto mio marito, siamo riusciti a stare insieme tre ore. Compatibilmente con il carcere sta bene. Dico solo che è assurdo che una persona di 72 anni, che ha sempre lavorato, debba subire una cosa del genere. Siamo qui dal 1980, non è una cosa normale. Mi sembra di vivere in un brutto, bruttissimo sogno. Però spero che molto presto possa venire qui, non deve assolutamente stare in un carcere.”
La moglie del gioielliere ha definito la riapertura del negozio “una nuova pagina” per la famiglia, pur sottolineando il peso degli ultimi anni.
“Per noi inizia una nuova pagina della nostra vita, una pagina molto triste e dolorosa, perché siamo passati attraverso esperienze molto brutte. Bisogna provare queste cose, che non auguro provi nessuno. In una civiltà non si può vivere in questa maniera: ci devono essere delle altre regole, dobbiamo avere protezione noi cittadini, i commercianti. Si parla tanto di Far West, ma il Far West è adesso, fuori. Non è assolutamente quello che è successo qui. Tornerò da mio marito in carcere appena riesco, compatibilmente con il lavoro.”
Quadro giudiziario e motivazioni d’appello
La condanna per Mario Roggero è stata confermata a 14 anni e 9 mesi. Nelle motivazioni depositate il 2 febbraio 2026, i giudici hanno escluso l’esimente della legittima difesa: secondo la Corte, gli spari sono stati esplosi quando i rapinatori si stavano già allontanando e, dai filmati, non emergeva un pericolo attuale di offesa.
Il caso nasce dalla rapina avvenuta nell’aprile 2021, quando tre persone assaltarono il negozio e due di loro rimasero uccise. La sequenza ricostruita in atti e la valutazione dei video sono state centrali nelle decisioni dei giudici d’appello, che hanno confermato il quadro accusatorio e la responsabilità dell’imputato, pur riducendo la pena rispetto alla sentenza di primo grado.
Petizione e visite in carcere
La dimensione politica della vicenda si è rafforzata con iniziative e prese di posizione pubbliche. La Lega ha reso noto che la petizione online per chiedere la grazia a Roggero ha superato quota 120mila adesioni. Il leader del partito, Matteo Salvini, ha visitato il detenuto nel carcere di Bollate, rinnovando il suo sostegno. La moglie Mariangela Sandrone ha rivolto un appello al presidente della Repubblica per un atto di clemenza e di umanità. L’avvocato della famiglia si è detto fiducioso, pur avvertendo che i tempi dell’iter non saranno brevi.
