13 luglio 2026 – Non un singolo attacco informatico, ma una rete costruita negli anni per colpire governi, imprese e infrastrutture strategiche. L’Unione europea accusa la Russia di aver sviluppato un vero e proprio ecosistema cyber, composto da servizi segreti, hacker, aziende private e gruppi che si definiscono attivisti.
La risposta di Bruxelles arriva con nuove sanzioni contro nove persone e quattro entità. Francia e Germania hanno inoltre deciso di convocare gli ambasciatori russi, trasformando lo scontro informatico in un caso diplomatico destinato ad aumentare ulteriormente la tensione con Mosca.
Cyber attacco russo, cosa contesta l’Unione europea
Secondo il Consiglio dell’Unione europea, le persone e le organizzazioni sanzionate avrebbero contribuito agli sforzi della Russia per destabilizzare l’Ue, i suoi Stati membri e i partner internazionali.
Nel mirino delle misure ci sono ufficiali dell’intelligence militare russa, criminali informatici, presunti hacktivisti e società private accusate di aver sostenuto o facilitato le operazioni. Per le persone coinvolte sono previsti il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nel territorio europeo.
Al centro delle accuse c’è il 16esimo Centro del Servizio federale per la sicurezza russo, l’Fsb. La struttura, secondo Bruxelles, controllerebbe diversi gruppi specializzati negli attacchi informatici, tra cui Turla, una delle unità di cyberspionaggio più sofisticate attribuite a Mosca.
Le operazioni contestate sarebbero iniziate almeno nel 2010 e avrebbero coinvolto Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia. Gli attacchi avrebbero permesso di infiltrare reti governative e raccogliere informazioni riservate, arrivando in alcuni casi a colpire infrastrutture essenziali.
In Francia, il gruppo legato all’Fsb avrebbe preso di mira ministeri, apparati diplomatici e aziende del settore della difesa. Secondo le autorità francesi, gli hacker avrebbero violato le caselle di posta del ministero delle Forze armate e la rete informatica dell’ambasciata francese a Mosca. Più di recente, sarebbe stato sottratto un volume significativo di dati a un istituto di ricerca impegnato nello sviluppo di tecnologie sensibili per la difesa.
Cyber attacchi russi, nel mirino anche energia e trasporti
La campagna non avrebbe avuto soltanto finalità di spionaggio. In Polonia, il 16esimo Centro dell’Fsb è accusato di aver organizzato operazioni di sabotaggio contro impianti energetici e sistemi combinati per la produzione di elettricità e riscaldamento.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha spiegato che le attività servivano “a raccogliere informazioni oppure a sabotare il funzionamento delle infrastrutture”, citando anche i tentativi di colpire il sistema ferroviario polacco.
“Si tratta di operazioni che prendono di mira ministeri, imprese e operatori”, ha affermato Barrot. L’obiettivo, secondo Parigi, non sarebbe quindi soltanto sottrarre dati, ma interrompere servizi essenziali e provocare danni economici e sociali.
Negli ultimi mesi diversi Paesi europei avevano già denunciato un aumento delle operazioni russe contro le infrastrutture critiche. La Svezia, ad esempio, ha attribuito a un gruppo filorusso legato ai servizi di sicurezza di Mosca un attacco contro un impianto di riscaldamento. Avvertimenti analoghi erano arrivati da Polonia, Norvegia, Danimarca e Lettonia.
Francia e Germania convocano gli ambasciatori russi
La Francia convocherà nei prossimi giorni l’ambasciatore russo a Parigi per presentare una protesta formale. Anche il governo tedesco ha chiamato l’ambasciatore di Mosca, definendo gli attacchi “inaccettabili” e promettendo una risposta decisa.
L’annuncio arriva in una giornata dal forte valore politico. Parigi ospita Volodymyr Zelensky e i leader della coalizione dei Volenterosi, riuniti per discutere del sostegno militare all’Ucraina e di un futuro sistema europeo di difesa antimissile. Il presidente ucraino sarà inoltre ospite d’onore alla parata del 14 luglio, dedicata quest’anno al “risveglio strategico dell’Europa”.
