Mancano ormai poche ore a una decisione destinata a pesare sul futuro della politica francese. Martedì, infatti, la Corte d’Appello si pronuncerà nel procedimento relativo agli assistenti parlamentari degli eurodeputati del Rassemblement National, una sentenza che potrebbe incidere direttamente sulla possibilità di vedere Marine Le Pen candidata alle elezioni presidenziali del 2027. Secondo persone a lei vicine, la leader della destra francese starebbe vivendo giorni di forte incertezza, alternando momenti di fiducia ad altri di profondo pessimismo sul proprio destino politico.
Il verdetto che può escludere Le Pen dalla corsa presidenziale
La posta in gioco è particolarmente alta. Un’eventuale condanna con una pena di ineleggibilità superiore a due anni oppure una pena detentiva da scontare con il braccialetto elettronico potrebbe impedirle di presentarsi alle presidenziali previste per il 18 aprile e il 2 maggio 2027.
Per Le Pen, oggi 57enne, sarebbe la fine della possibilità di tentare per la quarta volta la conquista dell’Eliseo, obiettivo inseguito da anni e mai raggiunto nonostante i risultati sempre più significativi ottenuti dal suo partito nelle ultime consultazioni.
Jordan Bardella pronto a raccogliere l’eredità di Le Pen
In attesa della sentenza, il Rassemblement National sta già valutando ogni possibile scenario. Se Le Pen dovesse essere esclusa dalla competizione, il candidato designato sarebbe Jordan Bardella, presidente del partito e figura indicata da tempo come suo successore politico.
Durante un comizio tenuto a Liévin, nel nord della Francia, Bardella ha ribadito pubblicamente la propria vicinanza alla leader del movimento. Rivolgendosi a lei davanti ai sostenitori del partito, ha ricordato di essere entrato in politica con l’obiettivo di vederla diventare presidente della Repubblica, esprimendo la speranza che ciò possa ancora accadere nei prossimi mesi.
Il sostegno reciproco nonostante le differenze
Negli ultimi tempi non sono mancate divergenze tra i due esponenti del RN su alcuni temi centrali del programma politico, comprese questioni delicate come il sistema pensionistico. Nonostante questo, Marine Le Pen ha scelto di mostrare compattezza e unità, sottolineando pubblicamente la fiducia riposta nel giovane leader.
La deputata francese ha assicurato di essere pronta a sostenere Bardella ogni giorno, con convinzione e determinazione, definendolo una persona alla quale la lega un profondo rapporto di amicizia e fiducia. Ha inoltre evidenziato come il presidente del partito non l’abbia mai tradita, un’affermazione letta da molti osservatori come un messaggio politico diretto in un momento particolarmente delicato.
La promessa di continuare la battaglia politica
Consapevole che il verdetto potrebbe cambiare radicalmente il suo futuro, Le Pen ha voluto anche respingere le ipotesi di un possibile passo indietro dalla vita politica in caso di esclusione dalla corsa presidenziale.
Davanti ai militanti ha ribadito che il movimento continuerà a combattere indipendentemente dall’esito della sentenza. Il messaggio lanciato ai sostenitori è stato chiaro: il Rassemblement National non intende fermarsi e proseguirà il proprio percorso politico fino all’obiettivo finale della vittoria. Martedì, però, sarà il pronunciamento della Corte d’Appello a stabilire se quella battaglia potrà ancora vedere Marine Le Pen in prima linea oppure se il testimone passerà definitivamente a Jordan Bardella.
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