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Ondata di calore: i parigini insonni dormono nei parchi pubblici

In Francia, di notte la temperatura può arrivare fino ai 39 gradi e l’aria condizionata negli appartamenti non è così diffusa. Per questo motivo, i cittadini si sono attrezzati e per trovare un po’ di sollievo hanno iniziato a dormire nei parchi pubblici

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A Parigi i cittadini dormono nei parchi per l'ondata di calore - nella foto, il parco uttes-Chaumont

Parigi, Parc des Buttes-Chaumont | Jean-Louis Vandevivère — CC BY-SA 2.0 — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5219266)

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

I parigini, asfissiati dal caldo e spesso sprovvisti di impianti di aerazione nelle loro case, soffrono d’insonnia: per questo hanno cominciato a passare le notti all’aperto, nei parchi pubblici. Un articolo uscito sul quotidiano spagnolo El Paìs e riportato da Internazionale racconta come le persone stiano vivendo l’estate nelle aree d’Europa in cui sono stati raggiunti i picchi di calore più eccessivi. In Francia, in particolare, non si registrava un’ondata di calore del genere dal 2003.

“Dove ci sono 46 gradi, dormire è semplicemente impossibile”

Janis Saharaoui ha 37 anni e la sua amica Antonia R. ne ha 31. Sono entrambe parigine e a El Paìs hanno raccontato di aver iniziato a passare le notti nei parchi pubblici. Il caldo, infatti, è un nemico del sonno: per riuscire ad addormentarsi, il corpo umano deve abbassare la propria temperatura interna di almeno un grado. Se l’ambiente esterno è eccessivamente caldo, questo processo viene bloccato ed è causa di insonnia o sonno frammentato.

“Vivo in un appartamento dove ci sono 46 gradi e dormire è impossibile. Ho provato a comprare un condizionatore”, afferma Saharaoui “ma sono esauriti o carissimi”.  Il parco dove si reca lei come moltissimi altri parigini insonni ha un nome: Buttes Chaumont e si trova nella zona nord est della città. Lì le persone arrivano con coperte, amache e materassi gonfiabili, approfittando dell’aria leggermente più fresca della notte; non facilmente riscontrabile negli angusti appartamenti.  Camille Arregun è una visitatrice del parco e ha confermato che “Sembra un vero e proprio hotel”. 

Ondata di calore: in Francia così non accadeva da vent’anni

Nel 2003 ci fu un’ondata di caldo estremo in Francia che provocò 15mila morti. Quella del 2025 ci assomiglia molto, sennonché, da allora, numerosi sono stati gli avvertimenti sul clima arrivati dagli scienziati. Secondo l’agenzia francese Santé Publique France, dal 22 giugno i decessi sono pari a 2.025 morti in più rispetto alla settimana precedente, con un incremento del 62% nella sola regione parigina. Nicolas Revel, direttore degli ospedali dell’area di Parigi, ritiene probabile che il bilancio dei morti arrivi a superare i 5.700 decessi registrati durante il caldo dello scorso anno. Anche il servizio di emergenza Sos-Médecins segnala un aumento dell’85% dei decessi tra gli over 75 nelle ultime due settimane di giugno.

Francia, le case non sono attrezzate per l’ondata di calore

Un problema non indifferente, però, sono anche le abitazioni: secondo il centro scientifico e tecnico dell’edilizia circa dieci milioni di case in Francia non sono adatte a temperature così elevate. Come riporta El Paìs, a Parigi, tre tetti su quattro sono fatti di zinco, che assorbe e trasmette il calore. Ana Puhac Crouzet, cittadina parigina sulla trentina, ha dichiarato ad Actu Niort  che, per sopravvivere al caldo nella sua abitazione è costretta a mettere coperte termiche alle finestre: altrimenti, il suo appartamento si trasforma in un  “bollitore termico”.

Uno studio basato sui dati dei DPE – l’equivalente del nostro attestato energetico – afferma che la mancanza di protezioni solari esterne è il principale fattore di surriscaldamento nelle abitazioni. Il DPE, infatti, valuta varie capacità di una singola abitazione: dal consumo energetico, all’isolamento, al tipo di riscaldamento e, dal 2021, include anche un indicatore per la valutazione del comfort estivo.  Lo studio della federazione delle industrie elettriche ha analizzato 9 milioni di questi attestati energetici prendendo in considerazione questo dato. I risultati non sono rassicuranti: il 90% delle abitazioni non è attrezzata per contrastare il caldo e una casa su due è definita “un bollitore termico”. Non solo, anche gran parte delle case classificate come A o B – migliori dal punto di vista energetico – rimangono esposte all’ondata di calore.

Le norme legislative francesi in materia di costruzione sono da decenni orientate al riscaldamento; al trattenere il calore d’inverno, piuttosto che ad attrezzarsi per l’estate. Nello studio sopracitato, viene riportato come negli audit energetici spesso non si raccomandi nemmeno l’installazione di protezioni solari nelle abitazioni che non le possiedono. Il tasso di mortalità dovuto all’ondata di calore sta crescendo e la questione non ha più a che fare solo con il comfort, ma la sopravvivenza.

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