La sicurezza come fondamento dell’azione dello Stato e un’immigrazione “governata” attraverso criteri selettivi. Sono questi i temi al centro dell’intervento firmato dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, pubblicato sulle pagine di Avvenire.
Nel testo, Salvini definisce la sicurezza come uno dei principali doveri delle istituzioni, sostenendo che da essa dipenda la stessa credibilità dello Stato. Un tema che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti considera prioritario soprattutto nelle aree socialmente più fragili del Paese.
“La sicurezza è un dovere dello Stato”
Secondo Salvini, i dati sulla criminalità non sarebbero sufficienti a spiegare il diffuso sentimento di insicurezza percepito da una parte della popolazione. Il leader della Lega sottolinea come la richiesta di maggiore tutela e controllo emerga frequentemente durante gli incontri con cittadini e amministratori locali.
Nel suo intervento evidenzia inoltre la necessità di investire maggiormente nella prevenzione e nel presidio del territorio, considerati strumenti fondamentali per rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
“Considero la sicurezza uno dei primi doveri dello Stato”, scrive Salvini, aggiungendo che il tema assume un peso ancora maggiore nei contesti caratterizzati da redditi più bassi e da maggiori difficoltà economiche.
Il tema dell’immigrazione
Ampio spazio è dedicato anche alla gestione dei flussi migratori, uno degli argomenti che da anni rappresenta un punto centrale dell’agenda politica della Lega.
Per Salvini, uno Stato deve essere in grado di sapere chi entra nel proprio territorio, far rispettare le leggi e contrastare ogni forma di illegalità collegata all’immigrazione irregolare. Da qui la necessità, secondo il vicepremier, di un controllo rigoroso degli ingressi e di una programmazione più selettiva delle politiche di accoglienza.
“Governare l’immigrazione significa scegliere”, afferma il leader leghista, che propone di privilegiare l’accoglienza e l’integrazione di persone provenienti da Paesi di religione cristiana e disposte a rispettare i valori e le regole delle società europee.
Il riferimento all’estremismo islamico
Nel passaggio più destinato a suscitare dibattito politico, Salvini collega la propria posizione alla necessità di contrastare fenomeni di radicalizzazione religiosa.
Il vicepremier sostiene infatti che l’Europa debba difendersi dalle forme di estremismo islamico che, a suo giudizio, rappresentano una minaccia per la convivenza civile e per i principi democratici. Da qui l’invito a favorire percorsi di integrazione per chi accetta le regole del Paese ospitante e a mantenere un approccio più rigoroso nei confronti dell’immigrazione irregolare.
Un tema centrale nel dibattito politico
Le dichiarazioni arrivano in una fase in cui il tema migratorio continua a occupare una posizione centrale nel confronto politico italiano ed europeo. Negli ultimi mesi il governo ha più volte rivendicato una linea improntata al controllo delle frontiere e alla riduzione degli ingressi irregolari, mentre opposizioni e associazioni umanitarie hanno contestato alcune misure ritenendole eccessivamente restrittive.
L’intervento pubblicato su Avvenire conferma quindi la volontà della Lega di mantenere sicurezza e immigrazione tra i principali temi della propria iniziativa politica, rilanciando una linea che punta su controllo, integrazione selettiva e contrasto all’irregolarità.
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