L’ondata di caldo che sta interessando gran parte dell’Italia spinge anche Milano ad adottare nuove misure per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature. Il Comune ha infatti firmato un’ordinanza che introduce lo stop alle consegne dei rider durante le ore più calde della giornata, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati all’afa e ai possibili colpi di calore.
Il provvedimento arriva dopo giorni caratterizzati da temperature elevate e numerose allerte meteo, che hanno riportato al centro del dibattito le condizioni di lavoro di chi opera all’aperto, soprattutto nei servizi di consegna a domicilio.
Cosa prevede l’ordinanza per i rider a Milano
L’ordinanza stabilisce la sospensione delle consegne, tra le 12.30 e le 16.00, perché considerate le ore più critiche dal punto di vista climatico, quando il rischio di stress termico raggiunge livelli elevati. L’obiettivo è limitare l’esposizione prolungata dei rider al sole e alle temperature estreme, garantendo maggiore sicurezza durante le giornate più calde.
Il provvedimento si inserisce nelle misure adottate in diverse regioni italiane per tutelare i lavoratori che svolgono attività all’aperto, come operai edili, addetti all’agricoltura e personale impiegato nei cantieri.
Con l’ordinanza del Comune di Milano, la tutela dei rider entra tra le priorità dell’emergenza caldo. Il provvedimento rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore attenzione alla salute dei lavoratori più esposti agli effetti delle temperature estreme.
Caldo e lavoro all’aperto, cresce l’attenzione sulla sicurezza
Negli ultimi anni le ondate di calore sono diventate sempre più frequenti e intense, aumentando il rischio per chi lavora all’esterno per molte ore consecutive. Medici e istituzioni sanitarie raccomandano di evitare attività fisicamente impegnative nelle ore centrali della giornata, mantenersi costantemente idratati e interrompere il lavoro in presenza di sintomi riconducibili a stress da calore.
Anche il tema delle tutele per i rider è tornato al centro del confronto tra istituzioni, piattaforme di consegna e organizzazioni sindacali, che da tempo chiedono misure più efficaci per garantire condizioni di lavoro sicure durante gli eventi climatici estremi.
