25 giugno 2026- Le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, accendono il confronto politico sulla gestione del sistema ferroviario italiano. A intervenire è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ha rivolto un duro attacco al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, accusandolo di sottrarsi alle proprie responsabilità dopo mesi di polemiche sui disservizi della rete ferroviaria.
In una nota diffusa oggi, 25 giugno, Bonelli ha sostenuto che Salvini avrebbe chiesto e ottenuto l’uscita di scena di Donnarumma senza però mettere in discussione il proprio ruolo al governo.
“Matteo Salvini chiede e ottiene le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, ma non se ne va lui”, afferma il parlamentare di AVS, definendo il vicepremier “il terminator dei trasporti italiani”.
Lo scontro sui ritardi e sui disservizi ferroviari
Al centro delle critiche di Bonelli c’è la situazione della rete ferroviaria nazionale, finita più volte sotto i riflettori negli ultimi mesi a causa di ritardi, guasti e problemi che hanno interessato sia i collegamenti regionali sia l’alta velocità.
Secondo l’esponente dell’opposizione, sotto la gestione di Salvini l’Italia sarebbe diventata “il Paese dei treni in ritardo, dei guasti continui e dei pendolari abbandonati”. Una lettura che attribuisce al ministro una responsabilità politica diretta per le difficoltà che hanno interessato il settore dei trasporti.
Bonelli accusa inoltre il leader della Lega di cercare “capri espiatori” cambiando i vertici delle società pubbliche invece di affrontare le criticità strutturali del sistema ferroviario.
Il nodo del Ponte sullo Stretto
Nella sua presa di posizione, il deputato di AVS torna anche a contestare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, una delle opere simbolo sostenute dal governo e dallo stesso Salvini.
Secondo Bonelli, il ministro starebbe concentrando la propria attenzione su un’infrastruttura considerata prioritaria dall’esecutivo mentre la rete ferroviaria nazionale continua a fare i conti con problemi operativi e disservizi.
L’esponente dei Verdi definisce il Ponte un’opera “sbagliata e opaca”, sostenendo che le risorse e gli sforzi dovrebbero essere indirizzati verso interventi ritenuti più urgenti per il trasporto ferroviario e per i pendolari.
La richiesta di dimissioni
La conclusione dell’affondo politico è una richiesta esplicita rivolta al ministro.
“Se davvero ritiene che per i disservizi qualcuno debba pagare, cominci da sé stesso”, afferma Bonelli, invitando Salvini a lasciare il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte attenzione politica sul futuro di Ferrovie dello Stato dopo l’uscita di Donnarumma e mentre prosegue il confronto tra maggioranza e opposizioni sulla gestione delle infrastrutture e dei trasporti nel Paese.
Al momento non risultano repliche ufficiali di Salvini alle parole del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
