Donald Trump torna ad alzare la pressione sugli alleati europei. Durante il bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, a margine del vertice Nato di Ankara, il presidente degli Stati Uniti ha accusato alcuni Paesi dell’Alleanza di non aver sostenuto Washington sul dossier iraniano.
“Abbiamo investito nella Nato: gli alleati dovrebbero essere disposti a dare una mano. Italia, Germania e Francia, anche la Gran Bretagna, hanno rifiutato” di aiutare gli Stati Uniti sull’Iran, ha detto Trump secondo quanto riportato dalle agenzie. Il presidente americano ha poi aggiunto di aver “messo alla prova gli alleati”, presentando così la richiesta di sostegno come un test politico sulla disponibilità dei partner europei a schierarsi con Washington.
Le tensioni sull’Iran e il nodo degli alleati
Le parole di Trump si inseriscono in un clima già teso tra Washington e diversi governi europei. Il presidente americano contesta da settimane quello che considera uno scarso sostegno degli alleati Nato durante la guerra contro l’Iran, condotta dagli Stati Uniti insieme a Israele senza un pieno coinvolgimento preventivo dei partner europei.
Il punto resta politicamente delicato. Secondo la ricostruzione delle fonti internazionali, alcuni Paesi Nato avrebbero limitato o negato forme di collaborazione diretta, mentre funzionari europei sostengono di aver comunque rispettato in larga parte gli impegni sull’uso di basi e spazio aereo. La questione si lega anche al più ampio dibattito sul ruolo degli Stati Uniti nella Nato. Trump ha più volte accusato gli alleati europei di dipendere troppo dalla protezione militare americana e di non investire abbastanza nella difesa comune. Ad Ankara, l’Alleanza ha cercato di mostrare progressi concreti, con nuovi investimenti e accordi industriali nel settore militare.
Il riferimento a Giorgia Meloni
Nel corso del bilaterale con Erdogan, Trump ha citato anche Giorgia Meloni. “Mi piace, è una brava persona, ma non c’è stata per noi”, ha detto il presidente americano, riferendosi alla posizione italiana sull’Iran. Il rapporto tra i due leader si è deteriorato nelle ultime settimane, anche dopo alcune provocazioni social di Trump contro la premier italiana.
Roma, almeno per ora, ha scelto una linea di contenimento. Il governo italiano non intende alimentare lo scontro pubblico e punta a preservare il rapporto transatlantico, considerato strategico al di là delle tensioni personali tra i leader.
Il vertice Nato di Ankara
Il summit Nato si svolge ad Ankara il 7 e 8 luglio 2026. L’obiettivo ufficiale dell’Alleanza è fare il punto sugli impegni assunti dopo il vertice dell’Aja del 2025, rafforzare la produzione industriale per la difesa, aumentare le capacità militari europee e confermare il sostegno all’Ucraina.
Sul tavolo ci sono anche i rapporti tra Stati Uniti ed Europa, la revisione della presenza militare americana nel continente, il dossier Iran e la sicurezza nell’Artico. Proprio ad Ankara Trump è tornato anche sulla Groenlandia, sostenendo che dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti e non dalla Danimarca, posizione che ha già creato forti tensioni con Copenaghen e con altri alleati europei.
Il vertice si apre dunque in un clima di forte pressione politica. Da una parte la Nato prova a mostrare unità e maggiori investimenti nella difesa. Dall’altra Trump continua a chiedere agli alleati europei non solo più spesa militare, ma anche maggiore “lealtà” nelle crisi internazionali aperte da Washington.
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