9 giugno 2026 – Il ministro della sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir è indagato dalla Procura di Roma. L’indagine riguarda il trattamento riservato ai 430 attivisti della Global Sumud Flotilla, fra cui almeno 27 italiani, che erano stati intercettati in acque internazionali tra aprile e maggio 2026. Dopo aver appreso la notizia, Ben-Gvir ha scritto su X: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte”. Il ministro degli esteri Antonio Tajani risponde: “Parole inaccettabili”.
Le accuse e l’indagine contro Ben-Gvir
Ben Gvir è accusato di tortura e sequestro di persona per le violenze e i gravi abusi fisici e psicologici che gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno raccontato di aver subito in due fasi: durante l’intercettazione delle barche da parte delle forze militari israeliane in acque internazionali, e nella successiva detenzione al porto di Ashdod. Gli attivisti hanno riferito di essere stati costretti a restare in ginocchio con le mani legate, derisi e trattenuti in condizioni disumane.
Referenti legali e medici hanno documentato lesioni gravi: costole fratturate, segni da proiettili di gomma e ustioni compatibili con l’uso di taser. A confermarlo è Adalah, organizzazione non governativa palestinese e centro legale indipendente che assiste gli attivisti, che ha raccolto decine di testimonianze sull’impiego di taser e pistole a impulsi elettrici contro i volontari. Dopo l’espulsione verso Istanbul, una cinquantina di persone è stata ricoverata per le lesioni riportate. Ben Gvir era già finito al centro delle polemiche il 20 maggio 2026, quando aveva pubblicato un video in cui camminava con fare sprezzante tra gli attivisti legati e tenuti con la faccia a terra sullo stesso molo. Il governo italiano aveva definito le immagini “inaccettabili” e aveva chiesto scuse ufficiali a Israele.
Le dichiarazioni del ministro israeliano: “L’Italia? il paese delle ciabatte”
Una volta appreso di essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, il ministro della sicurezza Israeliano ha attaccato l’Italia in un post su X, pubblicato l’8 giugno 2026: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte.” Successivamente, come riportato da ANSA, il ministro avrebbe continuato lo sfogo ai media israeliani: “Israele non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”.
La risposta di Tajani
La replica del governo italiano non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, ha respinto con fermezza le parole di Ben Gvir:”Non ho parole per commentare ciò che Ben Gvir ha detto nei confronti dell’Italia“, ha dichiarato il ministro. “Sono affermazioni inaccettabili che rispediamo al mittente: non sono degne di un ministro“.
Tajani ha poi aggiunto: “L’Italia è un Paese amico di Israele, che ha sempre difeso la libertà e la democrazia. Respingiamo qualsiasi offesa o tentativo di denigrazione. Le parole di Ben Gvir dimostrano il livello politico e morale di questo signore“.
Si attendono ora le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sull’indagine avviata dalla Procura di Roma. La premier, che in passato ha mantenuto una linea di sostanziale vicinanza a Israele, si trova a dover bilanciare i rapporti con Tel Aviv con le crescenti pressioni interne e internazionali legate al caso Flotilla. Una sua presa di posizione potrebbe arrivare nelle prossime ore.
Ben-Gvir, il ritratto di un estremista
Itamar Ben Gvir è il ministro più estremista del governo Netanyahu. Cresciuto nella militanza del Kach, organizzazione estremista fondata dal rabbino Meir Kahane poi dichiarata fuorilegge nel 1994, è stato condannato otto volte per crimini di violenza, incitamento all’odio e sostegno ad atti terroristici. L’esercito gli aveva persino negato il servizio militare, ritenendolo troppo radicale.
Di professione avvocato, per anni è stato il legale di riferimento degli estremisti ebrei accusati di terrorismo. Nel 2022, alla guida del partito Potere Ebraico, è diventato l’alleato decisivo di Netanyahu, ottenendo la guida del ministero della Sicurezza nazionale – con controllo sulla polizia e la guardia di frontiera con la Cisgiordania. Non riconosce l’esistenza di un popolo palestinese e sostiene l’annessione di Cisgiordania e Gaza in un unico stato ebraico.
Dal giugno 2025 diversi governi occidentali, tra cui Regno Unito, Canada e Australia, hanno adottato sanzioni personali nei suoi confronti per il sostegno alle violenze dei coloni in Cisgiordania. L’indagine della procura di Roma si aggiunge ora a un isolamento internazionale sempre più marcato.
Per approfondire: Ben-Gvir criticato anche da Netanyahu e dal ministro degli Esteri per i commenti sulla Flotilla
