Nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti in vista dei prossimi Mondiali di calcio. Da Teheran arriva una dura accusa contro Washington, colpevole – secondo le autorità iraniane – di aver adottato un “trattamento discriminatorio” nei confronti della delegazione sportiva del Paese, negando l’ingresso ad alcuni suoi membri. Le critiche sono esplose dopo le recenti comunicazioni americane sui permessi concessi ai calciatori, considerate dall’Iran incomplete e penalizzanti.
La denuncia diplomatica dell’Iran
A prendere posizione è stata anche l’ambasciata iraniana in Turchia, che ha contestato pubblicamente la gestione dei visti da parte degli Stati Uniti. Secondo la rappresentanza diplomatica, il problema non riguarderebbe soltanto dettagli burocratici, ma una scelta consapevole che colpisce l’intera struttura della nazionale. Nel suo intervento, l’ambasciata ha sottolineato come siano stati esclusi numerosi componenti dello staff dirigenziale ed esecutivo, oltre a consulenti tecnici e altre figure considerate fondamentali per il funzionamento della squadra. Per Teheran, questa situazione rappresenterebbe il punto più alto di una condotta discriminatoria nei confronti della selezione iraniana.
Visti negati a 15 membri dello staff
Secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana, sarebbero almeno 15 i membri della delegazione che non avrebbero ottenuto il visto per entrare negli Stati Uniti in occasione del torneo Fifa che si svolgerà in Nord America tra l’11 giugno e il 19 luglio. Mentre ai giocatori e allo staff tecnico sarebbe stato concesso il via libera, permangono invece difficoltà per il personale amministrativo e di supporto, ancora in attesa di autorizzazione. Le informazioni diffuse dall’emittente pubblica sono state raccolte da un corrispondente in Turchia, dove la squadra iraniana si trova attualmente in preparazione.
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