Le forze statunitensi hanno aperto il fuoco contro una petroliera che, secondo il Comando centrale degli Stati Uniti, stava tentando di forzare il blocco navale imposto ai porti iraniani. La nave, identificata come M/T Lavine e battente bandiera delle Comore, è stata fermata nelle acque del Golfo di Oman, nell’area dello Stretto di Hormuz.
A confermare l’operazione è stato il capitano Tim Hawkins, portavoce del Centcom. L’equipaggio sarebbe stato avvertito più volte, ma non avrebbe rispettato gli ordini impartiti dalle forze americane. La petroliera avrebbe provato a superare il blocco in almeno quattro occasioni.
I militari statunitensi hanno quindi sparato contro la sala macchine, rendendo impossibile alla nave proseguire verso l’Iran. “La nave non è più in transito verso l’Iran”, ha dichiarato Hawkins. Al momento non sono state diffuse informazioni sulle condizioni dell’equipaggio o sull’eventuale presenza di feriti.
Stretto di Hormuz, è la seconda nave commerciale colpita
La Lavine è la seconda imbarcazione commerciale neutralizzata dagli Stati Uniti da quando Washington ha ripristinato il blocco dei porti iraniani.
Il precedente risale al 15 luglio, quando le forze americane avevano colpito la petroliera Belma, diretta verso l’isola di Kharg, principale terminale iraniano per l’esportazione di petrolio. Anche in quel caso Washington aveva sostenuto che l’equipaggio non avesse risposto agli avvertimenti: un missile era stato lanciato contro il fumaiolo della nave per impedirle di continuare la navigazione.
Lo Stretto di Hormuz continua a essere il centro dello scontro tra Stati Uniti e Iran. Il passaggio, fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio e gas, è stato quasi completamente paralizzato dagli attacchi e dalle operazioni militari. Il traffico navale si è ridotto drasticamente, mentre le compagnie affrontano costi assicurativi sempre più elevati e il rischio concreto di nuovi bombardamenti.
Usa e Iran, una notte senza bombardamenti ma la tensione resta alta
Il fermo della Lavine arriva dopo tredici notti consecutive di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani. Nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 luglio, tuttavia, Teheran non ha segnalato nuovi bombardamenti americani: una pausa che non equivale ancora a una de-escalation.
L’Iran ha rivendicato attacchi contro installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrain, mentre Bahrain e Giordania hanno annunciato di aver intercettato missili e droni. Nel frattempo il conflitto si è allargato anche al Mar Rosso: gli Houthi hanno attaccato due petroliere saudite e proclamato un blocco navale contro Riad. Sabato due missili diretti verso le raffinerie di Yanbu sarebbero stati abbattuti dalle difese saudite.
Donald Trump ha definito i colloqui con l’Iran “i più seri” avvenuti finora, ma ha avvertito che gli Stati Uniti sono “pronti” anche a intensificare l’offensiva. La Lavine, intanto, rimane ferma: un nuovo episodio che dimostra quanto il confine tra blocco navale e guerra aperta sia diventato sottile.
