Il Cremlino ha ribadito che la Russia continuerà a reagire in modo costante e strutturato alle azioni militari attribuite all’Ucraina. A chiarirlo è stato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, intervenuto dopo una serie di episodi che hanno coinvolto San Pietroburgo e un attacco a un mezzo civile diretto verso la Crimea, nel quale si contano sette morti e undici feriti. Peskov ha richiamato le dichiarazioni già rese dal ministero degli Esteri, sottolineando che le risposte russe rientrano in una strategia definita e già in corso di attuazione, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe.
Peskov: “L’operazione militare continua”
Nel suo intervento, il portavoce del Cremlino ha affrontato anche in modo specifico gli attacchi avvenuti nell’area di San Pietroburgo, precisando che i dettagli operativi delle contromisure restano competenza delle autorità regionali e del ministero della Difesa. Peskov ha aggiunto che, secondo la posizione ufficiale di Mosca, l’intervento militare in Ucraina prosegue proprio con l’obiettivo di evitare il ripetersi di episodi di questo tipo, inserendo così le azioni russe in un contesto che il governo definisce difensivo e continuativo.
Parallelamente alle tensioni sul fronte ucraino, si è aperto anche un nuovo fronte diplomatico tra Russia e Francia. L’ambasciata russa a Parigi ha chiesto il rilascio immediato del capitano della petroliera “Tagor”, fermato dalle autorità francesi dopo il sequestro dell’imbarcazione avvenuto nell’Atlantico. Secondo quanto riferito dalla diplomazia russa, la nave sarebbe stata intercettata con l’accusa di violazione delle sanzioni internazionali imposte a Mosca.
Parigi e Mosca ai ferri corti, la nave “Tagor” al centro dello scontro
Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato che il sequestro è avvenuto il giorno precedente, spiegando che l’operazione è stata condotta dalla Marina militare francese con il supporto di partner, tra cui il Regno Unito. Da parte russa, però, la linea è di forte contestazione: il capitano, cittadino russo, sarebbe detenuto sulla base di accuse ritenute infondate da Mosca. Il Cremlino ha reagito con durezza, con Peskov che ha definito iniziative di questo tipo “al limite della pirateria”, segnalando un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra le due capitali.
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