Le autorità ucraine hanno disposto lo sgombero forzato di oltre 7.000 persone da diverse località della regione di Kharkiv, nel nord-est del Paese, al confine con la Russia. La decisione arriva in un contesto di crescente pressione militare e di timori legati a una possibile avanzata delle forze russe nell’area.
Secondo quanto riferito dal governatore regionale Oleg Synegubov attraverso Telegram, la misura è stata adottata in risposta al deterioramento della situazione di sicurezza e agli attacchi continui attribuiti alle forze nemiche. Le autorità hanno quindi deciso di ampliare la zona soggetta a evacuazione obbligatoria.
Mosca rivendica nuovi raid: “Colpiti obiettivi militari in Ucraina”
Sul fronte opposto, il ministero della Difesa russo ha diffuso un elenco dettagliato degli obiettivi che sarebbero stati colpiti durante una nuova ondata di attacchi su diverse regioni ucraine. Secondo Mosca, si tratterebbe di operazioni condotte con missili e droni, inclusi vettori ipersonici, come risposta a un precedente bombardamento ucraino avvenuto circa dieci giorni fa nella regione di Lugansk.
In quella circostanza, secondo la versione russa, un attacco su un dormitorio studentesco avrebbe causato 21 morti e 42 feriti tra giovani presenti nella struttura.
Il ministero ha dichiarato che a Kiev sarebbero stati colpiti dieci impianti legati alla produzione militare, tra cui aziende impegnate nello sviluppo di droni e componenti elettronici, oltre a tre centri di reclutamento delle forze armate ucraine.
Ulteriori attacchi sono stati rivendicati anche in altre regioni: a Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk, Kharkiv e Sumy sarebbero stati presi di mira stabilimenti industriali, infrastrutture energetiche e strutture considerate parte del complesso militare o logistico ucraino. Mosca sostiene inoltre di aver colpito infrastrutture aeroportuali militari in più oblast del Paese.
Raid russi, cresce il bilancio delle vittime: almeno 18 morti tra Kiev e Dnipro
Il bilancio delle vittime degli attacchi registrati nelle ultime ore continua a salire. Secondo le autorità locali e fonti ucraine, si contano almeno 18 morti complessivi tra Kiev e Dnipro.
Nella capitale sono stati confermati sei decessi, mentre nella città di Dnipro il numero delle vittime è salito a 12 dopo il recupero del corpo di una donna tra le macerie di un edificio distrutto.
Il capo dell’oblast di Dnipropetrovsk, Oleksandr Ganzha, ha riferito l’aggiornamento tramite Telegram, mentre il sindaco Borys Filatov ha annunciato la proclamazione di una giornata di lutto cittadino. Le autorità ucraine continuano intanto le operazioni di soccorso e verifica nelle aree colpite, mentre il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi nelle prossime ore.
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